Asset Backed Securities

Obbligazioni, come combattere il rischio di rialzo dei tassi di interesse

Il mercato obbligazionario potrebbe registrare un rialzo dei tassi anche nel 2017 ma l’uso di titoli a tasso variabile e gli Abs possono costituire una valida difesa.

3 Gennaio 2017 09:37

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Se si analizza l’andamento dei mercati obbligazionari nel 2016 non si può non notare la profonda divergenza tra la prima parte e l’ultima parte dell’anno. Nella prima parte, da gennaio ad agosto, si è vista la continuazione del processo di calo dei tassi di interesse di mercato fino a livelli sotto zero mentre nella seconda parte dell’anno, da agosto in poi, si è registrata un’inversione di questa tendenza con i tassi del mercato obbligazionario in aumento che, dall’8 novembre in poi, hanno subito una vera e propria accelerazione al rialzo.

La vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali USA ha infatti alimentato le aspettative per una maggiore crescita economica americana (e, a cascata, mondiale) e per un incremento delle attese sull’inflazione.

Il risultato è che i tassi di interesse del mercato obbligazionario si sono impennati mentre le quotazioni dei titoli (che si muovono in direzione opposta ai rendimenti) sono cadute.

D’altra parte basta osservare le performance dei fondi da agosto a dicembre per rendersene immediatamente conto: dagli obbligazionari Italia (-3,1%) agli obbligazionari Paesi emergenti (-2,5%), dagli obbligazionari governativi euro a medio lungo termine (-2,2%) agli obbligazionari corporate bond euro investment grade (-1,5%), dagli obbligazionari governativi internazionali (-1,3%) agli obbligazionari governativi euro a breve termine (-0,3%) è tutto un elenco di performance in rosso.

Una tendenza che, peraltro, rischia di proseguire pure nel nuovo anno, anche perché, come sottolinea Ibrahima Kobar, Co-chief investment officer e head of fixed income di Natixis Asset Management, le incertezze e il rischio politico domineranno il 2017. In Europa si dovrà fare i conti con le conseguenze della Brexit e con le prossime elezioni politiche francesi, mentre la divergenza delle politiche monetarie (tra Fed, da un lato, e BCE e BoJ, dall’altro) potrà generare delle tensioni sui mercati obbligazionari: il tutto mentre si osserverà con attenzione l’evoluzione della decisione dell’OPEC alla luce dell’annuncio dell’aumento della produzione di petrolio da parte dell’America.

“La forte inclinazione della curva dei rendimenti proteggerà l’investitore sul mercato dei tassi, sebbene in un contesto di maggiore volatilità: anche per questo sarà indispensabile una rigorosa diversificazione” fa presente Ibrahima Kobar che, alla luce di queste variabili si attende comunque performance degli indici obbligazionari da neutrali a positive.

“Nell’ambito dell’obbligazionario societario privilegiamo soprattutto i prodotti con una sensibilità al rischio tasso quasi nullo, come gli ABS (Asset backed Securities, strumenti finanziari, emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione) o i prestiti. Interessanti pure gli strumenti con duration corta (bassa sensibilità ai tassi di interesse grazie alla breve durata), gli high yield in virtù della loro capacità di essere negativamente correlati con il livello dei tassi di interesse e, infine, le obbligazioni convertibili”, conclude Ibrahima Kobar.

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