gilt

Sterlina inglese, la sua fase di ribasso potrebbe proseguire

La sterlina inglese ha perso il 25% negli ultimi 12 mesi ma potrebbe essere ancora esposta a svalutazioni in parallelo ai futuri negoziati tra Regno Unito e UE.

3 Novembre 2016 09:32
financialounge -  gilt Mike Amey PIMCO sterlina
financialounge -  gilt Mike Amey PIMCO sterlina

Negli ultimi 5 anni l’andamento del cambio tra sterlina inglese ed euro può essere suddiviso in tre distinte fasi. La prima, tra ottobre 2011 e dicembre 2014, caratterizzata da un andamento oscillatorio che ha portato la valuta inglese ad apprezzarsi e a svalutarsi rispetto all’euro all’interno di una range del +10% e -10%. Una seconda fase, dal dicembre 2014 al novembre 2015, in cui la divisa di Londra ha registrato un aumento di oltre 12 punti rispetto all’euro per effetto delle aspettative di una possibile emulazione da parte della Bank of England (BoE) in tema di rialzo dei tassi sulla scia di quanto si accingeva a fare la Federal Reserve americana.

Da allora, però, e siamo alla terza fase, un declino quasi inarrestabile ha visto la sterlina precipitare di circa il 25% rispetto all’euro, con un’accelerazione dopo l’affermazione del fronte Brexit nel referendum dello scorso 23 giugno. Soltanto dall'inizio di ottobre, la sterlina britannica è scesa di circa il 5%, mentre i Gilt inglesi (i titoli di stato) a 10 anni hanno visto crescere i loro rendimenti di circa 30 punti base (+0,30%).

“Pensiamo che ci siano tutte le probabilità che la volatilità possa rimanere elevata, anche perché i mercati pretendono molta chiarezza sui futuri negoziati tra Regno Unito e Unione Europea” commenta Mike Amey, Responsabile dei portafogli in sterline di PIMCO, che poi si chiede se tutto questo possa significare un ulteriore discesa sia per la sterlina che per le quotazioni dei Gilt.

“Riteniamo che la sterlina rimarrà vulnerabile ed esposta quindi a ulteriori debolezze, dal momento che questa è la via primaria tramite la quale il rischio politico si riflette sui mercati finanziari” puntualizza Mike Amey che, al contrario, trova più difficile da decifrare le prospettive relative ai Gilt.

“Da un lato, i loro rendimenti si stanno avvicinando ai livelli per i quali molti investitori si ritengono sufficientemente ricompensati per le incertezze nelle prospettive Regno Unito. Tuttavia, i livelli assoluti sono ancora bassi, ma sembrerebbe non esserci neppure spazio per speculazioni su ciò che il Cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, annuncerà il prossimo 23 novembre” conclude Mike Amey.
Trending