Christophe Bernard

Mercati in modalità risk-off, pronti a cogliere le opportunità

29 Giugno 2016 09:53
financialounge -  Christophe Bernard Europa mercati azionari mercato del credito Vontobel
financialounge -  Christophe Bernard Europa mercati azionari mercato del credito Vontobel
La reazione iniziale dei mercati finanziari alla notizia della vittoria della Brexit al referendum britannico è stata quella tipica degli scenari da panico: mercati azionari in calo tra il 5% e il 10%, sterlina in caduta del 10% sul dollaro USA, rialzo dello yen e del franco svizzero, corsa all’oro, ai bund tedeschi e ai Treasury USA. In pratica, i mercati si sono bruscamente posizionati sulla modalità risk–off, cioè di avversione al rischio.

Ma, secondo Christophe Bernard, Chief Strategist di Vontobel, come sempre accade nei momenti di massima turbolenza sui mercati, occorre non farsi prendere dal panico e, semmai, osservare attentamente tutto quello che succede per cogliere le opportunità che in questi frangenti si vengono a creare.

“Dopo un periodo di turbolenza, ci aspettiamo che i diversi operatori del mercato rimettano a fuoco la crescita economica globale, la politica monetaria e le prospettive sugli utili societari globali. Escludendo qualsiasi evento significativo imprevisto, come per esempio un rallentamento cinese o un capovolgimento drammatico dei prezzi delle materie prime, il quadro complessivo appare migliore di quanto il sentiment degli investitori suggerisca” spiega Christophe Bernard che ricorda come l’ipotesi di una Brexit non giunge del tutto a sorpresa: basti pensare che la liquidità in cassa ai fondi comuni è vicina a livelli record, il che riflette un sentiment di mercato che, sebbene nelle ultime sedute di Borsa si era lievemente rasserenato, resta tendenzialmente depresso.

In poche parole: ogni stabilizzazione del mercato può portare a forti acquisti sui mercati azionari e del credito da parte degli investitori. “Di conseguenza, siamo inclini a usare questa eccessiva debolezza degli indici azionari per monetizzare i nostri puts su indici azionari (che hanno guadagnato in termini di valore) e / o utilizzare il ricavato per incrementare le opportunità delle attività che consideriamo ipervendute” rivela Christophe Bernard.

Detto questo, il voto del Regno Unito è una grave battuta d'arresto per il progetto europeo, che mette in discussione la sua sopravvivenza a lungo termine. La reazione della UE, e in particolare quella dell’asse Berlino-Parigi, fornirà indizi circa la reazione politica a questo importante evento: anche perchè il sentimento euroscettico è in crescita in tutta Europa, non solo nel Regno Unito. “La capacità della UE di fornire risposte credibili alla crisi dell’immigrazione e le soluzioni per colmare il deficit democratico percepito saranno messi alla prova. Un evento importante da guardare saranno le elezioni parlamentari spagnole di domenica, decise dopo l'esito inconcludente del ballottaggio dello scorso dicembre” sottolinea Christophe Bernard.
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