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Il 2016 può diventare un mercato dalle molte opportunità

19 Febbraio 2016 09:42
financialounge -  correlazione Fondi obbligazionari Jim Caron Morgan Stanley
financialounge -  correlazione Fondi obbligazionari Jim Caron Morgan Stanley
I rendimenti previsti per gli indici obbligazionari non forniscono un quadro completo delle opportunità d’investimento in presenza di un regime con forti disallineamenti come quello attualmente in corso e previsto per i prossimi anni. Una delle maggiori sorprese per gli investitori nel 2015 è stata la disgregazione dei tradizionali rapporti di mercato: in altre parole sono venute a mancare le correlazioni tradizionalmente alte tra i prezzi degli attivi. Per evitare di ripetere gli errori del passato, può rivelarsi efficace una nuova strategia di investimento in grado di sfruttare questo regime di disallineamento delle quotazioni e delle valutazioni e il calo delle correlazioni.

“Penso che sia necessario orientarsi verso strategie non vincolate a benchmark o a parametri rigidi di mercato e che siano gestite da chi possa vantare un’esperienza globale, presenti le giuste dimensioni per i diversi segmenti di opportunità d’investimento e si impegni a implementare una strategia diversificata che miri a ridurre il rischio di correlazione. Con la corretta strategia il 2016 può diventare un mercato dalle molte opportunità d’investimento” sostiene Jim Caron - Managing Director - Portfolio Manager Global Fixed Income Team di Morgan Stanley Investment Management, che in questa intervista spiega perché un fondo obbligazionario flessibile rappresenta una scelta ottimale per navigare in questi mercati e su quali segmenti del reddito fisso e quali parti della curva dei tassi preferisce.

Ritenete che nei prossimi 12 mesi un fondo obbligazionario flessibile euro possa registrare performance più competitive rispetto a un fondo obbligazionario governativo o corporate bond tradizionale? E perché?

“Le dinamiche di mercato attuali favoriscono strategie di investimento obbligazionarie flessibili capaci di superare i tradizionali approcci focalizzati su titoli di stato e corporate bond. Le strategie flessibili consentono al gestore di evitare il rischio di rendimenti inferiori dei settori sopravvalutati e di sovrappesare i settori meno rischiosi, ma hanno ancora un alto rendimento atteso a valutazioni corrette o sottostimate”.

Su quali asset class puntate di più in questa fase? E quali i settori?

“Ritengo che il debito societario, ad eccezioni di alcuni settori (energetico, metalli e minerario ) offra attualmente un interessante ritorno potenziale: i prezzi correnti delle obbligazioni societarie (investment grade e high yield) incorporano infatti una recessione che non rappresenta il nostro scenario base. Molto interessanti pure i settori dei beni di consumo non ciclici, dei prodotti farmaceutici, della sanità, dei beni strumentali e delle costruzioni che hanno accusato vendite eccessive sul mercato a dispetto delle loro valutazioni fondamentali. Non ci dispiace neppure avere anche una selettiva esposizione sui mercati emergenti, come le obbligazioni messicane, che dovrebbero usufruire di un contesto di rialzo dei tassi USA, in base alle nostre previsioni, più lento. A questo proposito riteniamo che il dollaro possa comunque apprezzarsi e pertanto analizziamo le opportunità che potrebbero trarre vantaggio dalla forza del biglietto verde”.

Quali invece le scadenze della curva dei tassi che preferite?

“I tassi di interesse negativi derivanti delle politiche adottate dalle banche centrali hanno depresso i rendimenti dei titoli a breve termine. Di conseguenza preferiamo le scadenze intermedie che potranno generare un reddito sufficiente per proteggersi contro uno scenario di lento aumento dei tassi”.
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