Brexit

International Editor's Picks - 16 febbraio 2015

16 Febbraio 2015 09:50
financialounge -  Brexit International Editor's Picks oro quote rosa
financialounge -  Brexit International Editor's Picks oro quote rosa
Il 2014 è stato un anno d’oro per le banche centrali. Nel senso che, come riporta Bloomberg, hanno comprato abbastanza metallo giallo da acquistare 75 Boeing 787-9, che al dettaglio costa oltre 257 milioni di dollari. In tutto parliamo di 477,2 tonnellate metriche, costate una ventina di miliardi di dollari. È il secondo maggior incremento di riserve auree da 50 anni, con un aumento del 17% rispetto al 2013. E il trend è atteso proseguire quest’anno. Chi ha comprato? Non la Fed o la Bundesbank, che hanno già il 70% delle riserve in oro. Ha comprato la Russia, più di tutti, e più di tutti ha venduto chi? L’Ucraina! La guerra tra i due si fa anche sul mercato dell’oro. Hanno comprato anche molti paesi emergenti, dal Kazakhstan all’Iraq all’Azerbaijan. Il prezzo del metallo giallo tuttavia ne ha beneficiato poco, perché gli acquisti delle banche centrali sono stati più che compensati dal calo del mercato dell’oro fisico in Cina.
Si parla molto in occidente di quote rosa e parità di genere in azienda, così l’Associated Press è andata a cercare nel mondo il paese con più donne in posizioni di comando nel business e l’ha trovato in Giamaica! Nel paese caraibico le donne hanno fatto tali passi avanti in professioni una volta dominate dagli uomini che un nuovo studio delle Nazioni Unite afferma che ha il più alto rapporto di boss femmine. I settori in cui le donne boss hanno fatto più strada sono quelli dei prodotti per il tabacco e la cannabis, siamo in Giamaica dopo tutto. Ma in generale le donne manager sono oltre il 60% del totale. Seguono nella classifica la Colombia con il 53% e St Lucia con il 52%. Se andiamo nelle economie avanzate il primo posto è degli Stati Uniti con il 43% e l’ultimo del Giappone con l’11%.
Mentre tra Berlino, Mosca, Atene, Bruxelles, Francoforte, Roma e Parigi si parla di Grexit per esorcizzarla, al di là della Manica si discute di Brexit, e non sempre come di un’ipotesi sciagurata. Non si sa ancora se si dovesse tenere il referendum sull’appartenenza all’Unione Europea, ma sul FT si alternano commentatori di idee diverse. Venerdì scorso è stata la volta di Alex Barker che da Bruxelles ha scritto che nei circoli europei l’idea di un uscita della Gran Bretagna non è più un tabù e c’è chi si spinge a dire che forse sarebbe un bene come il francese di centro-destra Alain Lamassoure: con Londra fuori sia Parigi che Berlino perderebbero un comodo capro espiatorio e sarebbero finalmente costrette ad assumersi le loro responsabilità. Dal punto di vista dei mercati, una Brexit sarebbe sicuramente meno devastante di una Grexit, la sterlina è ancora lì e gode di ottima salute.
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