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L’importanza delle scelte di allocazione strategica

18 Dicembre 2014 - 10:05
financialounge - news
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“Il punto di partenza per formulare le nostre considerazioni sull’anno appena iniziato non è molto diverso da quello dello scorso anno: se la crescita globale procede oggi a rilento, le nostre aspettative sul 2015 sono quelle di un cauto miglioramento” commenta Ken Leech, CIO Western Asset (Gruppo Legg Mason) che poi aggiunge: “L’economia americana è attualmente la più solida dello scenario globale, con una crescita moderata, ma continua. La nostra aspettativa, in questo momento, è che questo ritmo di crescita si assesti intorno al 2,5%, per il prossimo anno”.
In Europa, la ripresa è stata invece decisamente più incerta e Ken Leech non si aspetta alcuna sorpresa positiva in termini di crescita. L’impegno, notevole, profuso dalla BCE nel cercare di mettere in atto misure espansive, nei limiti a lei imposti costituzionalmente, e l’attenzione mostrata nella gestione dei rischi legati ad un possibile tracollo dei Paesi periferici e del settore bancario, non sono bastati a stimolare la crescita. In virtù di ciò, Ken Leech ipotizza nella zona euro una crescita inferiore al punto percentuale nel 2015.
“Siamo invece complessivamente ottimisti sulle prospettive della Cina, che riteniamo sia in grado di gestire al meglio questa fase di soft landing e nel 2015 ci aspettiamo possa raggiungere una crescita del 7%. La ripresa giapponese ha subito invece una battuta d’arresto e non ci aspettiamo che possa contribuire significativamente alla crescita globale. Se in termini di stabilità possono ancora rappresentare delle sfide, sotto il profilo della crescita i mercati emergenti continuano a mantenere il ritmo più elevato; ci aspettiamo che il loro apporto sulla crescita globale continui a essere notevole” argomenta Ken Leech che, per quanto riguarda le curve dei tassi di interesse, ritiene che un’inflazione decrescente, a livello globale, benché evidenzi una domanda ancora debole, offra allo stesso tempo alle banche centrali un'opportunità per continuare a contenere i tassi di interesse.
Sul fronte USA, i timori di un possibile intervento rialzista sono rientrati a fronte dell’annuncio, da parte della Fed, di voler abbandonare gradualmente le politiche monetarie cosiddette «di emergenza» solamente a partire dalla metà del 2015.
“Riteniamo che un’ulteriore tematica da monitorare, in questo momento, sia l’evoluzione dei prezzi del greggio. Se nel breve termine, un calo delle quotazioni potrebbe penalizzare alcuni fra i Paesi emergenti esportatori, riteniamo che per USA, Europa, Giappone e Cina, tipicamente Paesi ad alto consumo di petrolio, la congiuntura attuale, bassi prezzi delle materie prime del settore energetico e politiche monetarie accomodanti, possa rappresentare un fattore positivo” fa poi presente Ken Leech che poi conclude: “Come abbiamo già affermato, nonostante le incertezze sul trend positivo della crescita globale e nonostante l'inflazione sia a livelli minimi, crediamo che le politiche monetarie espansive sosterranno una moderata, ma continua ripresa economica. La nostra view è favorevole anche ai prodotti a spread, che possono presentare opportunità interessanti in relazione ai maggiori rendimenti offerti rispetto ai Treasury bond, ma è opportuno cercare di contenere i rischi di un possibile calo dei mercati, ricorrendo anche ad un utilizzo attivo della duration”.
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