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La consulenza al test dei mercati e dell’emotività dei clienti

14 Ottobre 2014 - 13:45
financialounge - news
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I promotori e i consulenti finanziari italiani indicano una crescita del business forte o molto forte nel 2014 in una percentuale superiore rispetto ai colleghi del resto del mondo. La conferma arriva dalla lettura dei dati della ricerca 2014 Global Survey of Financial Advisors di Natixis Global Asset Management raccolti su un periodo di cinque settimane tra giugno e luglio 2014.

L’indagine, che è stata condotta su 150 professionisti italiani del settore (86 dei quali promotori finanziari, 33 private banker e 18 consulenti indipendenti) che completano un panel globale di 1.800 advisor in nove paesi di quattro continenti, evidenzia però due preoccupazioni per i promotori e i consulenti finanziari che potrebbero influire sulla loro attività: i mercati e l’emotività dei clienti. In Italia, infatti, i risparmiatori che reagiscono emotivamente all’andamento dei mercati (86%), la fiducia e l’atteggiamento degli investitori (83%) e i fattori legati al pricing (86%) rappresentano le tre maggiori sfide per i promotori e i consulenti finanziari. Se da un lato i consulenti sono consapevoli di questi elementi, dall’altro lato ancora pochi risparmiatori riescono a identificare un collegamento tra comportamenti e successo negli investimenti.
Come ha evidenziato la ricerca 2014 Global Survey of Individual Investors sugli investitori affluent e high net worth condotta alcuni mesi fa, alla domanda se evitare decisioni sull’onda emotiva può aiutare a raggiungere i propri obiettivi finanziari, solo il 6% degli intervistati italiani ha risposto “si”.

“La ricerca mostra una chiaro scollamento tra consulenti e investitori su come e quanto un atteggiamento irrazionale possa influire sui risultati. Questo scollamento potrebbe essere risolto attraverso un diverso tipo di conversazione che conduca a una visione migliore degli obiettivi e dei risultati desiderati. Il consulente, promotore o private banker è l’unica figura che può conoscere in dettaglio le attitudini, le necessità e il profilo di rischio del cliente in modo da accompagnarlo verso un nuovo cammino di investimento” commenta Antonio Bottillo, Amministratore Delegato per l’Italia di Natixis Global Asset Management (NGAM). Lo studio mette poi in evidenza altri due aspetti su cui riflettere.

La domanda maggiore che i clienti pongono ai propri consulenti riguarda la propria pianificazione finanziaria in vista del pensionamento e l’accesso a prodotti che offrano un reddito stabile. In secondo luogo, il 71% dei promotori italiani ritiene che la classica allocation 60% (equity ) / 40% bond non sia più il modo migliore per ottenere rendimenti e per gestire il rischio: una percentuale in netto aumento rispetto al 53% registrato nel 2013.

Per una copia completa della ricerca visita il sito www.ngam.natixis.com
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