Diversified Alpha Plus Fund

Diversified Alpha Plus Fund - 31 marzo 2014

10 Aprile 2014 16:00
financialounge -  Diversified Alpha Plus Fund
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1. Nella seconda metà di marzo abbiamo assistito a un ribaltamento delle tendenze del primo periodo. Le attività con orientamento growth hanno subito una flessione (Internet, titoli biotecnologici), mentre i segmenti di mercato in ipervenduto con orientamento value hanno segnato un recupero (azioni dei mercati emergenti, valute, obbligazioni, Topix). I settori dell’energia e della finanza, che in precedenza avevano registrato performance scadenti, hanno sovraperformato.

2. Non è del tutto chiaro cosa abbia prodotto questo ribaltamento, se non la natura congestionata di alcune di queste posizioni. In Cina, i risultati poco incoraggianti dei sondaggi tra le imprese sembrano avere reso più probabile un intervento pubblico. Anche l’ammissione del presidente della Fed Janet Yellen in merito a una possibile anticipazione dei rialzi dei tassi di interesse ha contribuito al cambio di direzione. Pur nell’incertezza dell’effettiva validità dei commenti della Yellen, i successivi tentativi della Fed di ribadirne i contenuti inducono a pensare che il rialzo dei tassi avverrà molto probabilmente prima del previsto.

3. Dubitiamo fortemente che in Cina gli stimoli proseguiranno o risulteranno di notevole entità. Allo stesso modo, non ravvisiamo alcun cambio di rotta in Giappone, prevedendo un ulteriore e significativo rallentamento della crescita del paese.

4. Nelle ultime due settimane di marzo il Comparto ha perso lo 0,17%. Le nostre posizioni corte legate alla Cina e ai mercati emergenti hanno contribuito negativamente alla performance di periodo. Ciò è stato in parte bilanciato da posizioni lunghe nelle obbligazioni periferiche e nelle azioni pro-cicliche dell’Eurozona, oltre che da posizioni corte nei titoli retail americani e nei titoli immobiliari giapponesi.

5. Abbiamo preferito interrompere le nostre posizioni corte nei titoli immobiliari cinesi e nei titoli bancari australiani nonché la nostra posizione sullo spread Bund-Bond (corta sui Bund decennali tedeschi rispetto ai Treasury Usa di pari durata). Abbiamo invece aperto una posizione lunga nei titoli russi rispetto alle azioni globali, per approfittare delle condizioni di forte ipervenduto ed estrema sottovalutazione.

6. Negli ultimi mesi l’entusiasmo per un’imminente ripresa delle spese per investimenti negli Stati Uniti si è rivelato pressoché unanime. Pur nutrendo un certo ottimismo sull’accelerazione della crescita statunitense per quest’anno, siamo scettici per quanto riguarda l’imminenza di un boom degli investimenti. Innanzitutto, non riteniamo che l’economia Usa si trovi in una situazione di sottoinvestimento.
In secondo luogo, gli investimenti delle imprese statunitensi sono stimolati più dalle condizioni della crescita globale, caratterizzate da previsioni non altrettanto ottimistiche, che non da quelle interne. Riteniamo infine che dopo la grande esplosione globale degli investimenti dell’ultimo decennio, sia prematuro nutrire ottimismo verso una ripresa di questi investimenti, dal momento che non sono ancora stati assorbiti gli eccessi strutturali globali.



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