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L’anno del cavallo al traino dei consumi cinesi

30 Gennaio 2014 - 11:10
financialounge - news
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Si dichiara ottimista per l’Anno del Cavallo in Cina, che parte dal Capodanno cinese che si festeggia il 31 gennaio, in base alle riforme recentemente annunciate dal Terzo Plenum del Partito. Preferisce i settori della Nuova Cina, all’interno dei quali figurano molte imprese private che nei prossimi anni dovrebbero registrare una crescita più dinamica rispetto al resto dell'economia cinese.

Un approccio che ricalca lo stile di gestione ad alto valore aggiunto adottato da Fidelity, basato sulla ricerca e sulla selezione bottom-up indipendente focalizzato sulle società con il migliore potenziale di crescita. Lui è Raymond Ma, Gestore del FF China Consumer Fund di Fidelity Worldwide Investment ed ha espresso queste sue convinzioni nel commentare i temi di investimento più promettenti nell’Anno del Cavallo in Cina.

“La Cina, principale motore della crescita in Asia e seconda potenza economica mondiale avviata a divenire la prima economia nel corso dei prossimi anni, si appresta a celebrare, il prossimo 31 gennaio, il suo Capodanno con il quale avrà inizio l’Anno del Cavallo” ha dichiarato Raymond Ma che ha poi commentato poi così le prospettive della Cina nell’Anno del Cavallo:

“Con il dodicesimo Piano Quinquennale (2011-2015) la Cina aveva annunciato di volere puntare a un miglioramento qualitativo, piuttosto che quantitativo, della propria crescita adottando politiche economiche mirate innanzitutto a stimolare i consumi interni e ad accelerare l'ammodernamento dell'industria. Più recentemente, a fine 2013, il Terzo Plenum del Partito, ha fatto emergere con vigore la volontà politica di trasformare l'economia cinese con una transizione da un modello basato su investimenti ed esportazioni a uno incentrato sui consumi.

Il Terzo Plenum, infatti, ha adottato un programma di riforme sistemiche che puntano a trasformare l'economia e la società cinese. È evidente l'impegno del Presidente Xi Jinping a ridurre l'intervento dello Stato nel mercato, dando a quest'ultimo un ruolo di maggiore importanza nella determinazione dei prezzi delle risorse e creando un contesto competitivo uniforme per le imprese di proprietà statale. Si apre, così, la strada a un maggiore protagonismo dei settori privati nell'economia cinese. Il documento programmatico del Terzo Plenum elenca, inoltre, importanti riforme finalizzate allo stimolo dei consumi interni e a una ridistribuzione del reddito.

Il programma prevede, per esempio, un sostanziale allentamento della politica del figlio unico, la negoziabilità dei diritti di proprietà terrieri, l'abolizione del sistema di certificazione di residenza “Hukou” nelle città minori e, dunque, un maggiore accesso al welfare e alla previdenza sociale per i lavoratori migranti nelle aree metropolitane. L’obiettivo comune di queste iniziative è quello di alimentare la domanda interna e di accrescere la penetrazione della ricchezza e dei consumi, in particolare nelle aree rurali e nelle province minori. Queste riforme dovrebbero contribuire a stimolare i consumi interni, a beneficio dei comparti produttivi a questi collegati”.

Come gestore del fondo FF China Consumer Fund, Raymond Ma, predilige i settori della "Nuova Cina" proprio perché sono composti in gran parte da imprese private che nei prossimi anni dovrebbero registrare una crescita molto più sostenuta rispetto al resto dell'economia cinese. Sulla scia delle riforme recentemente annunciate Raymond Ma è inoltre, ottimista per l’Anno del Cavallo.
Per il 2014 il gestore si aspetta, infatti, un incremento stabile del PIL cinese nell'ordine del 7,5-7,7%. Si potrebbe osservare un rallentamento della crescita degli investimenti pubblici in immobilizzazioni fisse e nelle esportazioni, ma al contempo i consumi dovrebbero evidenziare un'espansione del 9-10% al netto dell’inflazione e nonostante la campagna anti-corruzione, che impatta negativamente alcune tipologie di beni di consumo.

Per Raymond Ma, la crescita dei consumi sarà ulteriormente sostenuta dalla solidità dell'occupazione, dalla crescita vigorosa dei salari, dalla stabilizzazione delle prospettive economiche e dall'aumentata ricchezza derivante dall’apprezzamento degli immobili residenziali. La Nuova Cina si va, quindi, delineando in un contesto nel quale la forza lavoro e le risorse a basso costo non saranno più il fulcro della crescita economica e verranno sostituite da una crescita più sostenibile e da un’economia maggiormente incentrata sui consumi interni, sul mercato e sulle imprese private.

“Tuttavia, vi sono asset che risultano penalizzati nello scenario che si va formando, come le materie prime e i prodotti industriali che hanno registrato una crescita eccezionale negli ultimi trent'anni ma che oggi hanno problemi di capacità in eccesso, mentre i maggiori beneficiari della nuova fase di crescita saranno i settori della Nuova Cina, cioè le migliori aziende attive non solo nei settori dei beni di consumo discrezionali e di base, ma anche nei settori dell'informatica e di internet, delle assicurazioni, delle energie rinnovabili e della sanità” puntualizza Raymond Ma.

“Il FF China Consumer Fund ha raggiunto i tre anni di vita” sottolinea invece Francesca Martignoni, Country Head per l’Italia di Fidelity Worldwide Investment “e, grazie al suo focus sullo straordinario tema della crescita dei consumi in Cina, ha dimostrato di sapere creare valore per gli investitori in ogni contesto di mercato.”

Il fondo ha, infatti, ottenuto nel 2013 un rendimento in euro del 22% a fronte di una perdita dello 0,8% registrata dall’indice cinese MSCI China: dal suo lancio, avvenuto il 23 febbraio 2011, il fondo ha invece contabilizzato una performance in euro del 38,6%, superando di oltre il 30% l’indice MSCI China (fonte FIL al 31.12.2013 su base NAV/NAV in Euro, con rendimento lordo reinvestito ed escludendo la commissione di ingresso).

“Ciò dimostra il valore dell’approccio agli investimenti adottato da Fidelity, fondato sulla ricerca e sulla selezione bottom-up delle società con il migliore potenziale di crescita. Nonostante una fase congiunturale non univocamente favorevole ai mercati emergenti riteniamo, quindi, che sussistano le condizioni affinché gli investitori italiani, attraverso FF China Consumer Fund, possano continuare a beneficiare della crescita dei consumi in Cina: una delle storie di investimento più influenti e con il maggior potenziale a livello mondiale” conclude Francesca Martignoni.
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