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Nessuna modifica alle politiche monetarie accomodanti

3 Gennaio 2014 10:00
financialounge -  cina Europa globalizzazione petrolio Philippe Waechter politica monetaria USA
financialounge -  cina Europa globalizzazione petrolio Philippe Waechter politica monetaria USA
Un contesto di graduale miglioramento della crescita economia mondiale sebbene ancora al di sotto dei livelli standard pre crisi. Tassi di disoccupazione negli USA e, soprattutto in Europa, non molto migliori rispetto a quelli di fine 2013. Ma anche la necessità di riforme strutturali in molti paesi, e in particolare in Francia e in Italia, e la verifica sul campo del nuovo modello economico che le autorità cinesi stanno prospettando per i prossimi 10 anni.

Sono queste le principali linee guida che Philippe Waechter, Chief Economist Natixis Asset management ha espresso per il prossimo anno, in base alle quali, ritiene improbabile che le banche centrali possano modificare le attuali politiche monetarie accomodanti.

Secondo Waechter, l’attività economica globale nel 2014 dovrebbe migliorare rispetto al 2013, che a sua volta è stato un anno migliore del 2012. Tuttavia, ritiene che l’economia globale rimarrà complessivamente ancora debole. Ad esempio, a novembre, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha rivisto al ribasso le proprie stime di crescita globale per il 2014, portandole al 3,6% rispetto alla precedente stima del 4%. Una delle principali preoccupazioni di Waechter è che le previsioni di crescita per gli Stati Uniti, la Cina, il Regno Unito e l'area Euro rimangono al di sotto del tasso di crescita medio del periodo pre-crisi.

”Ciò dimostra che il ritmo globale è lento e che probabilmente non avremo una forte accelerazione economica che possa comportare una rapida ripresa dell’economia” sostiene Waechter che, inoltre, ritiene che tale basso livello di crescita continuerà a mantenere deboli i mercati del lavoro nella maggior parte dei paesi industrializzati.

Negli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione, attualmente al 7,3%, non migliorerà granché nell'anno a venire. Nell’area dell’Euro, dove il tasso è intorno al 12,2%, l’obiettivo sarà semplicemente quello di stabilizzare il tasso di disoccupazione. “Nel complesso, si tratta di un programma non molto ambizioso, ma non possiamo pretendere di più visto l’attuale livello – basso- del tasso di crescita”.

Passando ad un tema più positivo, Waechter ricorda che l’incremento della produzione di petrolio negli Stati Uniti implica che tale paese sarà in grado di produrre più greggio di quanto ne importi. “Ciò non significa ancora indipendenza energetica, ma sicuramente comporta un rafforzamento dell'autonomia”, afferma Waechter. Anche in altre parti del mondo si stanno verificando cambiamenti economici fondamentali.

In Cina, per esempio, il Partito Comunista sta sviluppando un nuovo modello di governo basato su idee di riforma delle politiche degli anni ‘70 ed ‘80 di Deng Xiaoping. “Occorre definire un nuovo modello affinchè la Cina sia in grado di migliorare l’allocazione interna di risorse e rendere lo yuan flessibile in termini di tassi di cambio”. Nell’area dell’Euro, un compito importante per il 2014 sarà l’attuazione di riforme strutturali per rafforzare la crescita e renderla autonoma. “Un punto particolarmente importante la Francia e per l’Italia” afferma Waechter. In entrambi i paesi, rispettivamente la seconda e la terza economia della zona euro, la contrazione economica si è verificata nel Q3 del 2013, allorché il tasso di crescita del PIL si è contratto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.

In definitiva, Waechter ritiene che il mondo attualmente in fase di sviluppo, sarà sempre più caratterizzato dalla globalizzazione, da intensi scambi commerciali tra paesi, ma anche dalla volontà di ciascun paese di poter crescere in modo più autonomo.

“Questa nuova situazione economica mondiale è ancora in assestamento. La transizione non è ancora completa, ragione per cui l’incertezza sta durando più a lungo rispetto alle precedenti crisi” ritiene Waechter. Per sostenere questa evoluzione del contesto economico, è improbabile che le banche centrali modificheranno le attuali politiche monetarie accomodanti. “L’attuale scenario, unitamente ad un basso tasso di inflazione, implica che non possiamo aspettarci un aumento dei tassi di interesse sul medio termine” ritiene Waechter. “Negli Stati Uniti, la Fed attenderà una ripresa della crescita più solida per avviare qualsiasi iniziativa di tapering”.
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