green economy

L’avanzata della green economy

5 Novembre 2013 10:00
financialounge -  green economy investimenti ricerca e sviluppo settori sostenibilità
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Secondo l’ultimo rapporto di GreenItaly 2013, il documento annuale di Unioncamere e Fondazione Symbola, nell’intera economia italiana i cosiddetti “green job” superano ormai i tre milioni. A questi vanno aggiunti gli oltre 3 milioni di figure attivabili, cioè quei lavoratori in possesso delle capacità per poter operare attivamente nella green economy.

Dal 2008 ad oggi, senza tenere conto dell’agricoltura, sono circa 328 mila le aziende italiane che hanno già investito o che intendono farlo entro l’anno in tecnologie verdi che ridurranno l’impatto ambientale e permetteranno il risparmio energetico. Circa il 22% di tutte le imprese nazionali.

Ma la green economy ha degli impatti positivi anche sugli investimenti esteri: il 42% delle imprese manifatturiere che fanno eco-investimenti esporta i propri prodotti, contro il 25,4% di quelle che non lo fanno. A guadagnarci non sono solo gli investimenti esteri, anche nel campo della redditività ci sono dei risultati postivi: il 21,1% delle imprese manifatturiere di carattere ecologico ha visto crescere il proprio fatturato.

La green economy inoltre fa bene anche al lavoro: il 42% del totale delle assunzioni under 30 verrà proprio fatto da quel 22% di aziende che fanno investimenti verdi. Così come il 61,2% di tutte le assunzioni previste nel 2013 e destinate a ricerca e sviluppo sarà ricoperto da un green job.

Ma la filosofia green non è prerogativa di un solo settore, ma risulta essere realmente trasversale: dall’alimentare, che investe nel green il 27,7% contro una media complessiva dell’industria e dei servizi del 22%, all'industria del mobile (30,6%), dalla fabbricazione delle macchine al tessile, dall’abbigliamento alle calzature e pelli (23%).

Il connubio tra green economy e creatività italiana ha prodotto risultati e scenari interessanti e all’avanguardia. Un esempio è il distretto del mobile di Livenza che attraverso la separazione, riuso e riciclo dei materiali riesce a creare cucine più sostenibili e innovative e che riescono a vendere in tutto il mondo. Oppure il distretto di Sassuolo, che con le proprie piastrelle, da quelle antibatteriche a quelle sottilissime fotovoltaiche, è riuscito a dimezzare i consumi energetici e a raddoppiare la produzione.

In quest’ottica, è lo stesso consumatore che, attraverso un consumo consapevole e responsabile, ha un ruolo sempre più attivo nelle proprie scelte quotidiane, capace di premiare quelle aziende più vicine a certe tematiche green.
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