Diversified Alpha Plus Fund

Diversified Alpha Plus Fund - 15 giugno 2013

15 Giugno 2013 20:00
financialounge -  Diversified Alpha Plus Fund
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1. È possibile che i mercati emergenti si trovino sull'orlo di una crisi di panico? Nel corso delle ultime due settimane l'indice SHIBOR ha registrato un rialzo superiore all'8% (come all'inizio del 2012 e nel 2011) a fronte dell'apparente cronicizzazione dei problemi del sistema finanziario cinese. Le autorità stanno cercando di eliminare gli opachi sistemi di finanziamento fuori bilancio ormai ampiamente diffusi, ma non è del tutto certo che saranno in grado di gestire l’operazione senza intoppi. Le transazioni immobiliari intanto continuano a ridursi.

2. I mercati emergenti hanno continuato ad arretrare dopo la pesante ondata di vendite di maggio. I listini azionari della regione hanno ancora una volta sottoperformato e le obbligazioni in valuta estera hanno perso terreno. Gli attivi dei mercati di Turchia e Brasile (azioni, valute e titoli di Stato) hanno toccato nuovi minimi ciclici sulla scia delle proteste contro i rispettivi governi, che esulano dalla debole crescita economica.

3. Mentre i dati macro delle economie emergenti hanno continuato a deludere le attese, quelli dei paesi sviluppati si sono dimostrati leggermente migliori e la tendenza di fondo dei mercati del G-4 si mantiene nel complesso positiva. Le piazze azionarie globali sembrano essersi stabilizzate e per il momento non risentono dell'impennata dei rendimenti dei Treasury. I titoli di Wall Street hanno sovraperformato quelli di Europa e Giappone, trainati in particolare dai settori difensivi che hanno battuto quelli ciclici.

4. È proseguito lo smobilizzo delle posizioni di carry trade a fronte della deludente performance degli investimenti ad alto rendimento, come i segmenti high yield e Reit statunitensi.

5. Il fondo ha chiuso il periodo alla pari poiché i guadagni realizzati dalle posizioni nei paesi emergenti sono stati neutralizzati dalle perdite subite nelle borse europee, che hanno sottoperformato.

6. Nelle prime due settimane di giugno le modifiche apportate al portafoglio sono state minime: l'esposizione direzionale su base rettificata per il rischio è sempre trascurabile e l'esposizione netta al comparto azionario, pari al 20% del portafoglio, serve a coprire le posizioni corte nel dollaro australiano e nel rame.

7. Abbiamo aperto una posizione lunga nei titoli di alcune assicurazioni vita statunitensi che offrono tassi elevati e, a causa di una lunga fase di sottoperformance, scambiano a valutazioni convenienti.

8. Abbiamo chiuso metà della posizione lunga nelle banche italiane e liquidato quel che rimaneva dell'esposizione rialzista al segmento delle compagnie aeree statunitensi.

9. I nostri temi d'investimento principali restano invariati: ci aspettiamo che il ribasso dei mercati emergenti si farà ancor più accentuato mentre siamo fiduciosi nella ripresa dell'Europa e, di conseguenza, dei settori orientati ai consumi interni, ma riteniamo che lo smobilizzo delle posizioni di carry trade e la bolla dei tassi non siano che agli inizi.

10.Moltissimi operatori hanno un'esposizione corta ai mercati emergenti. Il rischio maggiore che questo comporta, se la nostra tesi sulla ripresa europea si dimostrasse corretta e negli Stati Uniti la pressione fiscale continuasse a essere gestita oculatamente, è rappresentato da una possibile marcata accelerazione della crescita globale che rilancerebbe in tutte le piazze mondiali i titoli ciclici, tra cui in particolare quelli dei produttori di materie prime e delle società esportatrici.

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