banche centrali

USA, un portafoglio più difensivo

26 Aprile 2013 - 18:00
Torniamo a parlare del mercato USA con Russ Koesterich, Managing Director e Global Chief Investment di BlackRock. Già il 15 aprile scorso, sempre con Koesterich, avevamo trattato il tema di una crescita lenta negli USA. Infatti, alcuni dati macroeconomici indicano che il rallentamento della crescita probabilmente continuerà.

A marzo il Conference Board Leading Economic Index è sceso per la prima volta dallo scorso agosto. Inoltre gli effetti di una crescita più lenta iniziano a vedersi sui profitti societari: sia Bank of America sia IBM, per esempio, hanno diffuso risultati sotto le attese. E anche il miglioramento degli utili registrato da alcune società è dovuto in molti casi al contenimento dei costi più che alla crescita dei ricavi.
L’economia americana continuerà a crescere nel 2013 ma nei prossimi mesi il cammino sarà probabilmente più difficile, soprattutto perché continueremo a vedere gli effetti del sequester.
“Nei mesi passati la volatilità è stata relativamente contenuta – spiega Koesterich – ma ora stiamo iniziando a vedere un cambiamento. I terribili eventi di Boston hanno certo contribuito, ma anche prima gli investitori stavano reagendo al debole PIL del primo trimestre in Cina e ai segnali di crescita più lenta negli USA”.

Di fronte a questi segnali gli investitori hanno iniziato a posizionarsi in maniera più difensiva e stanno diventando più nervosi sulla situazione dei mercati. Per averne conferma basta guardare all’indice Vix, una misura della volatilità dei mercati azionari anche conosciuta come “l’indice della paura”. Fino a poco tempo fa l’indice era vicino, al minimo da molti anni agli 11, ma recentemente ha sperimentato un picco a 18, che è vicino alla sua media storica.

“Nelle condizioni attuali – continua Koesterich – continuiamo a suggerire che gli investitori sovrappesino le azioni, ma riteniamo anche che abbia senso considerare un posizionamento del portafoglio più difensivo. Ciò detto, saremmo cauti a ruotare verso le classiche aree difensive come le utilities e i settori dei consumi di base, che ci paiono entrambi estremamente cari. Saremmo altresì cauti sulle small cap, che ci sembrano più vulnerabili in momenti di crescita più lenta e di volatilità più alta. Al contrario, suggeriamo di focalizzarsi sulle mega-cap (che recentemente hanno sovraperformato). Nel reddito fisso, torniamo a sottolineare la nostra view favorevole per i bond municipali”.
Ma le azioni non sono l’unica area che recentemente ha mostrato maggiore volatilità. Nelle ultime due settimane gli investitori hanno assistito a un violento selloff nei prezzi dell’oro: solo tra il 9 aprile e il 15 aprile il metallo giallo ha perso più del 17%, anche se da allora le quotazioni si sono leggermente riprese.

Per BlackRock è difficile dire se il metallo giallo ha già toccato il punto più basso della discesa. Ma in una prospettiva di lungo periodo ci sono vantaggi a tenere in portafoglio una piccola quantità di oro.

“Essendo un asset fisico e un bene rifugio storico, rimane un’importante fonte di diversificazione – dice Koesterich – dal momento che tende a comportarsi in modo diverso dagli asset di carta. Inoltre, ha storicamente performato bene quando i tassi di interesse sono bassi, come nell’attuale situazione. Fino a quando le banche centrali manterranno una linea di politica monetaria accomodante, questo farà da supporto ai prezzi dell’oro. Dato questo scenario, riteniamo che gli investitori che hanno in portafoglio oro per ragioni di diversificazione e come una copertura dall’inflazione debbano continuare a farlo”.
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