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Un approccio fondamentale all’investimento nei titoli di Stato

16 Aprile 2012 - 18:00
financialounge - news
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Luca Di Patrizi, Managing Director di Pictet in Italia, spiega le ragioni a favore di un approccio più efficiente per investire oggi in obbligazioni governative.

"Gli investitori nel reddito fisso si trovano oggi in una fase difficile: da un lato è più viva che mai l’esigenza di una fonte di reddito stabile che i titoli di Stato hanno tradizionalmente rappresentato in passato, dall’altro non è più possibile dare per scontata la capacità degli emittenti sovrani di rimborsare puntualmente i propri titoli."

"La situazione è ulteriormente complicata dai limiti strutturali dei tradizionali indici obbligazionari. In quanto ponderati per capitalizzazione di mercato, i benchmark dei titoli di Stato presentano una serie di inconvenienti che possono penalizzare chi investe nell’asset class: elevata esposizione agli emittenti più indebitati; sguardo al passato e non al futuro; limitata diversificazione a livello di Paesi e valute"

"Che siano preoccupati per la minore solidità dei mercati più maturi o attratti dalla crescita delle aree in via di sviluppo, gli investitori hanno comunque bisogno di un approccio diverso all’investimento nei titoli di Stato."

"Pictet ritiene che sia giunto il momento di adottare un nuovo approccio all’investimento in questa asset class: un approccio basato su un’analisi di tipo fondamentale che permetta di valutare l’effettiva capacità e volontà di un emittente di onorare i propri debiti."

"L’adozione di un simile approccio comporta anzitutto una maggiore libertà rispetto ai metodi di ponderazione per capitalizzazione tipici dei tradizionali indici obbligazionari e la definizione di un quadro di investimento che riflette più accuratamente l’affidabilità creditizia dell’emittente sovrano."

"Il portafoglio ricavato tramite un approccio fondamentale è molto diverso da un tradizionale indice di emissioni sovrane, anzitutto per la prevalenza di obbligazioni governative dei mercati emergenti, che rappresentano circa un terzo del portafoglio; inoltre l’esposizione agli emittenti più indebitati delle aree industrializzate è limitata: l’Italia, terzo emittente sovrano a livello mondiale, non compare nel portafoglio, mentre Giappone e Stati Uniti rappresentano solo il 19%; infine emerge un’ampia diversificazione a livello regionale: ogni regione è ben rappresentata in portafoglio."

"Adottando un approccio fondamentale, il fondo Pictet – Global Bonds Fundamental, recentemente autorizzato al collocamento in Italia, offre quindi un’alternativa per investire in obbligazioni governative con una visione più globale e libera da vincoli rispetto ad un portafoglio più tradizionale, traducendosi molto concretamente in maggiori rendimenti e minori rischi per l’investitore."
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