Valute emergenti: è il momento del rimbalzo?

Per gli economisti di Pictet l’attuale contesto macro-economico è storicamente il più favorevole per le valute dei paesi emergenti

Le notizie dal fronte macro-economico non sono entusiasmanti: l’economia globale cresce poco, il tasso di crescita del Pil dei paesi sviluppati, pur positivo con il 2,1%, è in calo e le previsioni sono di un suo ulteriore rallentamento. Ma è in questo contesto che Patrick Zweifel, Chief Economist di Pictet Asset Management, vede le condizioni per un rimbalzo delle valute dei paesi emergenti. “Secondo i nostri indicatori anticipatori, il rallentamento della crescita nei mercati emergenti sarà meno pronunciato rispetto a quello dei mercati sviluppati”, scrive nel suo ultimo Monitor dei Mercati Emergenti. “Questo divario a livello di crescita a favore dei mercati emergenti supporta una ripresa delle loro valute locali”.

LE CONDIZIONI PER UNA SOVRAPERFORMANCE DEGLI EMERGENTI

Un’analisi di lungo periodo, si va dal 1994 al 31 dicembre dello scorso anno, condotta da Pictet ha consentito di individuare tre situazioni in cui la crescita dei mercati emergenti può sovraperformare quella dei mercati sviluppati: la prima è quando la crescita di entrambi i blocchi rallenta, ma più lentamente per gli emergenti, ed è la situazione che stiamo vivendo oggi; la seconda è quando la crescita è positiva per i mercati emergenti e si contrae per quelli sviluppati, nella terza la crescita sale per entrambi, ma più velocemente per gli emergenti. In tutte e tre queste situazioni, le azioni dei mercati emergenti hanno fatto meglio di quelle dei mercati sviluppati e gli spread dei titoli di Stato denominati in dollari si sono contratti. Come è prevedibile, i risultati migliori, in termini di sovraperformance, sono stati ottenuti nella terza delle situazioni descritte, ossia quando la crescita è stata robusta a livello globale.

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PER LE VALUTE, MEGLIO UNA CRESCITA GLOBALE IN CALO

Per quanto riguarda le valute dei mercati emergenti, invece, le conclusioni sono diverse: il contesto migliore si è rivelato di solito proprio quello in cui ci troviamo attualmente, ossia quando la crescita globale è in calo, ma con un ritmo meno veloce per i paesi emergenti. Se si guardano ai dati degli ultimi due decenni si scopre che in tali situazioni le valute dei mercati emergenti si sono sempre apprezzate rispetto al dollaro Usa, l’eccezione è rappresentata proprio dal periodo attuale. “Le valute dei paesi emergenti hanno iniziato a invertire la tendenza con una modesta ripresa negli scorsi mesi, e ci aspettiamo che questa tendenza al rialzo continui”, si legge nel report e a supporto di questa ripresa ci sono anche ulteriori indizi forniti dagli indicatori macroeconomici più importanti.

Principali valute dei mercati emergenti rispetto al dollaro e fasi di differenziale di crescita del pil tra mercati emergenti e mercati sviluppati (Fonte: Pictet Asset Management, CEIC, Datastream. Dati sulle valute a gennaio 2019)
Principali valute dei mercati emergenti rispetto al dollaro e fasi di differenziale di crescita del pil tra mercati emergenti e mercati sviluppati (Fonte: Pictet Asset Management, CEIC, Datastream. Dati sulle valute a gennaio 2019)

OCCHIO ALLE MATERIE PRIME

Tutti i periodi di questo tipo sono stati caratterizzati da identici andamenti di alcune variabili economico-finanziarie: crescita Usa in flessione, tassi statunitensi a 10 anni in calo, crescita ragionevole delle esportazioni dei mercati emergenti e rialzo dei prezzi delle materie prime. Tutte queste condizioni sono presenti anche oggi, con la sola eccezione dei prezzi delle materie prime, piuttosto deboli, ma l’economista di Pictet ritiene che si possa essere fiduciosi, visto il rimbalzo dell’11% da inizio anno dell’indice delle materie prime S&P GSCI.

FrankvandenBergh / E+


FinanciaLounge
2 Marzo 2019
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