Mercato azionario, i 5 fattori a sostegno della Russia 

Nel 2018 le azioni della Russia hanno fatto meglio rispetto al resto dei mercati emergenti, una tendenza che secondo Pictet AM potrebbe proseguire quest’anno

Dopo un 2017 durante il quale le azioni russe hanno fortemente sottoperformato i mercati emergenti, nel 2018 è accaduto il contrario. In particolare dal primo gennaio al 31 dicembre 2018, mentre l’MSCI world index ha perso il 5,9% in euro, l’indice MSCI Russia ha limitato il calo allo 0,86%. Anche nelle prime 4 settimane del 2019, il trend sembra proseguire, con l’MSCI Russia a +11,85% in euro fino al 25 gennaio e l’MSCI emerging markets a +7,22. Secondo Hugo Bain, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management, è possibile che la sovraperformance dell’azionario Russia sul resto dei mercati emergenti possa proseguire nel 2019 sulla base di cinque fattori di sostegno alle quotazioni.

SANZIONI NON PROPRIO ASFISSIANTI

In primis le sanzioni internazionali non costituiscono un serio ostacolo in quanto è molto difficile imporle in modo efficace. Oltretutto, la minaccia di sanzioni incide più sulle decisioni degli investitori occidentali rispetto agli investitori russi: questi ultimi, infatti, evidenziano una limitata esposizione al loro mercato azionario interno. Ma c’è di più. Esistono solide ragioni che spingono per il mantenimento dell’attuale situazione. Da un lato, per rendere le sanzioni davvero restrittive ed efficaci, l’Occidente dovrebbe limitare le esportazioni di idrocarburi del Paese, ma l’elevata dipendenza dell’Europa da gas e petrolio russi rende questa opzione poco praticabile. Inoltre, le autorità russe hanno tutto l’interesse a mantenere l’attuale situazione per congelare il rublo russo su livelli sacrificati in modo da rendere competitive le proprie merci e stilare un bilancio statale in tendenziale miglioramento grazie alle spese in rubli e alle entrate in valuta forte favorite dall’export di petrolio.

ALLEGGERIMENTO DELLE TENSIONI GEOPOLITICHE

In secondo luogo, Mosca si sta distinguendo per iniziative che hanno l’obiettivo di alleggerire le tensioni geopolitiche di cui ha sofferto negli ultimi anni. E’ vero che il Regno Unito potrà imporre ulteriori sanzioni ai soggetti con legami con la Russia come risposta all’avvelenamento di Sergej Viktorovič Skripal, un ex agente segreto sovietico naturalizzato britannico dell’intelligence militare. E’ vero anche che gli USA possono scatenare i loro attacchi se non saranno rese note le prove dell’interferenza russa durante le elezioni di metà mandato del 2018. Senza dimenticare, poi, il recente intensificarsi del conflitto con l’Ucraina. Ma è altrettanto vero che un accordo tra Russia e Turchia per evitare un’offensiva militare in Medio Oriente, benché temporaneo, è incoraggiante mentre prosegue con fermezza la partecipazione della Russia all’iniziativa con l’OPEC nel ridurre di 1,2 milioni di barili la produzione di greggio nei prossimi mesi. Mossa quest’ultima che, peraltro, ha il vantaggio di rafforzare la solidità del rublo sui mercati grazie alla ripresa dei prezzi del petrolio.

Mercato già posizionato sul rallentamento USA

Mercato già posizionato sul rallentamento USA

RAPPORTO DEBITO/PIL BASSO

In terzo luogo, la politica monetaria e fiscale della Russia conferma buoni fondamentali, con il rapporto debito russo/PIL su livelli contenuti mentre il bilancio dello Stato è in attivo, grazie al rublo debole e alle entrate in valuta forte. In quarto luogo, anche i fondamentali della Borsa di Mosca sono attraenti con un dividend yield (rapporto dividendo/prezzo) attualmente intorno ai sette punti percentuali contro il 3% dei mercati emergenti. Dividendi sostenibili grazie alla ingente potenzialità delle aziende russe di generare free cash flow.

NOTIZIE MENO NEGATIVE

Infine, e siamo al quinto punto, sarebbero sufficienti notizie meno negative di quanto il mercato si aspetti. Per quanto questo possa essere imprevedibile è però evidente che, secondo Hugo Bain, quando succederà sarà inevitabile una rivalutazione del mercato azionario russo.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte dei contenuti e dei dati sono stati gentilmente concessi da Pictet

yulenochekk / iStock / Getty Images Plus


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30 Gennaio 2019
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