Portafogli, concentrarsi sull’income ma corretto per il rischio

“Gli esperti delle diverse case d’investimento del Gruppo Natixis Global Asset Management sottolineano l’importanza di concentrarsi sull’income (reddito) ma corretto per il rischio, così come su opportunità offerte da asset class non tradizionali come i REIT (Real estate investment trust, i fondi immobiliari quotati) e i municipal bond USA. Asset class non tradizionali o non correlate con i principali indici di mercato possono, infatti, aumentare la diversificazione e aggiungere fonti di rendimento in modo da costruire portafogli più robusti e in grado di affrontare diversi contesti di mercato” ha commentato Antonio Bottillo, Country Head per l’Italia di Natixis Global Asset Management, con l’obiettivo di fornire risposte concrete ai tanti investitori orientati all’income che cominciano a prendere coscienza dell’impatto del rialzo dei tassi di interesse sui propri portafogli.

Una tesi ampiamente condivisa da Maura Murphy, CFA®, Portfolio Manager di Loomis, Sayles & Company secondo la quale la consapevolezza sia del livello di rischio sia del rendimento può contribuire ad ottenere una performance di portafoglio più coerente ed un reddito complessivo ottimale. Per la manager, in particolare, i dividendi statunitensi costituiranno complessivamente una fonte centrale di reddito nel 2016, poichè gli Stati Uniti rimarranno nella tarda fase espansiva del ciclo economico. Si tratta di imprese con multipli interessanti, che hanno distribuito dividendi in passato e i cui dividendi cresceranno in futuro.

“Settori quali quello finanziario, tecnologico e delle telecomunicazioni offrono interessanti profili di crescita dei dividendi e tendono a sovraperformare in ambienti di tassi in rialzo. Inoltre, se inizieremo a vedere una ripresa nel settore delle commodity, il settore energetico e quello dei materiali potrebbero presentare opportunità in ottica value” rivela Maura Murphy che poi passa parlare dell’azionario Europa: “Con il proseguimento del programma di quantitative easing da parte della BCE, e man mano che avremo maggior chiarezza sugli utili aziendali in tale area, riteniamo che i titoli azionari che pagano dividendi in Europa costituiranno un’asset class da prendere in considerazione nel 2016”.

La manager, infine, tende a privilegiare i settori obbligazionari meno esposti al rischio tasso, in particolare le obbligazioni high yield e i prestiti bancari, e reputa degni di interesse anche fonti di reddito alternative. Per Maura Murphy i REIT possono continuare a fornire guadagni ponderati per il rischio interessanti e possono costituire un elemento di diversificazione particolarmente utile in un portafoglio multi-asset: tuttavia, tale asset class potrebbe trovarsi sotto pressione nel caso di un rapido aumento dei tassi.

Bruno Crastes, CEO, Global Macro Strategist di H2O Asset Management, dal canto suo, ritiene costose (e da non sovrappesare) le obbligazioni la cui volatilità è aumentata negli ultimi tempi in attesa dell’aumento dei tassi da parte della Fed, avvenuto in ritardo rispetto alle attese. Secondo il manager sussiste inoltre il rischio di una massiccia ondata di vendite obbligazionarie a causa del riposizionamento delle asset allocation da parte degli investitori globali. “Pensiamo che nel 2016 le valute legate alle commodity, tra cui quelle australiana e neozelandese, continueranno ad indebolirsi contro il dollaro statunitense. Anche nel caso in cui i prezzi delle commodity dovessero rimanere immutati nel 2016, il difficile contesto economico sia per l’Australia che la Nuova Zelanda, che dovrebbe portare ad un aumento del tasso di disoccupazione, graverà su tali valute. Di conseguenza, andare corti su tali valute potrebbe risultare premiante nel corso del 2016” fa inoltre presente Bruno Crastes mentre James Grabovac, CFA® , Managing Director, Portfolio Manager di McDonnell Investment Management, spiega le dinamiche favorevoli ai municipal bond USA in caso di aumento dei tassi: “Questi titoli tendono solitamente a performare meglio dei titoli governativi in un contesto di tassi in aumento (e peggio in un contesto di tassi in ribasso). Il motivo per cui i municipal bond tendono ad essere meno volatili è legato all’Offerta di Nuovi Titoli (New Issue Supply). Quando i tassi aumentano, è meno probabile che gli emittenti locali emettano obbligazioni per rifinanziare debito più vecchio e a tassi più elevati e, di conseguenza, l’offerta di nuovi emissioni tende a ridursi. Quando i tassi scendono, gli emittenti sono fortemente incentivati a emettere Obbligazioni di Rifinanziamento. Nel 2015, l’emissione di tali titoli ha rappresentato ben due terzi dell’intera emissione di municipal bond in circolazione”. I municipal bond, inoltre, tendono generalmente a non avere quasi alcuna correlazione col mercato azionario americano e, di conseguenza, possono contribuire a ridurre la volatilità complessiva di un portafoglio fornendo, al contempo, un flusso reddituale esente da tassazione.

Un’altra asset class alternativa alle azioni e ai bond per irrobustire un portafoglio orientato all’«income» è poi l’immobiliare. “Con l’avvio del 2016, i rendimenti immobiliari a livello globale presentano uno spread interessante rispetto ai Treasury e altri titoli di stato. Al 28 dicembre, il dividend yield per i REIT statunitensi era di circa 4,23% (in base all’FTSE NAREIT U.S. Real Estate Index). Permane inoltre un forte flusso globale di capitali in entrata nel settore immobiliare” precisa Michael Acton, CFA®, Director of Research di AEW Capital Management che nota un forte aumento dei proventi immobiliari. Ciò è dovuto al fatto che il mattone costituisce un’asset class tipicamente favorita alla fine di un ciclo economico e questa è precisamente la fase in cui si trovano attualmente gli Stati Uniti. “Potremmo assistere ad una crescita dei proventi immobiliari molto elevata nei prossimo 2-3 anni. Ciò potrebbe contribuire a proteggere il settore immobiliare dagli aumenti dei tassi di interesse” conclude Michael Acton.




FinanciaLounge
20 gennaio 2016
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