Dazi commerciali, un’opportunità per sfruttare gli alti e i bassi di Borsa

Non prevedendo, al momento, una guerra commerciale, Harmstone (MSIM) è orientato a rintracciare opportunità nei titoli percepiti come beneficiari o in quelli visti come possibili sfavoriti.

Finora, i dazi commerciali tra USA e Cina non rappresentano una vera e propria guerra commerciale. Anche perché sia Washington che Pechino non hanno alcun interesse ad alimentare un rischio di danni economici significativi, squilibri e rischi politici. “Riteniamo che le minacce riguardino una negoziazione che potrebbero contribuire a risolvere squilibri globali di lunga data” riferisce Andrew Harmstone, Managing Director di Morgan Stanley Investment Management, che, tuttavia, ci spiega come la reazione dei mercati a queste negoziazioni tattiche abbia manifestato sensibili rialzi e correzioni anche durante una stessa seduta di Borsa.

LA VOLATILITÀ PERSISTERÀ

“Prevediamo che queste reazioni eccessive persisteranno fino a quando si trascineranno i negoziati” esplicita Andrew Harmstone. Resta il fatto che, in un contesto in cui la politica monetaria è meno accomodante da parte delle principali banche centrali (in primis la Federal Reserve americana) e crescono i timori sull’inflazione, un approccio aggressivo ai negoziati tra le due maggiori economie mondiali ha determinato un clima di estrema volatilità e incertezza sui mercati. La particolarità di questa volatilità è che si tratta di variazioni anche significative giornaliere senza tuttavia dettare una precisa tendenza al ribasso.

FONDAMENTALI A FAVORE DELL’AZIONARIO

Perché, sull’altro piatto della bilancia, non si possono trascurare alcuni fattori che giocano a favore dell’investimento azionario: dall’aumento dell’investimento di capitale alle prospettive favorevoli per la crescita, fino ai livelli record di bassa disoccupazione. Un quadro positivo che emerge pure nel settore equity cinese con le tendenze degli utili in aumento e le valutazioni che restano favorevoli. “Le oscillazioni viste finora sono a nostro avviso opportunità per sfruttare le distorsioni dei prezzi e, se possibile, effettuare negoziazioni sulla volatilità. Anziché inseguire ciecamente il momentum o resistergli del tutto, gli investitori dovrebbero considerare un approccio più strategico” specifica Andrew Harmstone. Tradotto in pratica, l’esperto suggerisce agli investitori di effettuare negoziazioni sulle oscillazioni di Borsa.

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SFRUTTARE GLI ALTI E I BASSI DEL MERCATO

“Quando il mercato è in ribasso, innesca quasi sicuramente, e sottolineiamo ‘quasi’, una reazione eccessiva che dovrebbe determinare opportunità di acquisto. Analogamente, quando il mercato torna a salire, innesca probabilmente una reazione eccessiva verso la vendita. Al momento questo accade molto più del normale” spiega Andrew Harmstone, secondo il quale l’unica cosa che bisogna evitare è inseguire il momentum (cioè mettersi in scia ai rialzi o cavalcare i ribassi): considerato il contesto positivo per le azioni, gli investitori dovrebbero valutare in generale di mantenere quanta più esposizione azionaria possibile per tutta la durata delle oscillazioni del mercato.

ATTENZIONE A GIAPPONE, COREA DEL SUD E TAIWAN

Ovviamente il quadro cambierebbe, e di molto, in caso di escalation delle tensioni sulla guerra commerciale. “Tra i probabili beneficiari figurerebbero i produttori di semi di soia latino-americani, come Brasile e Argentina, nonché i settori europei che si avvantaggerebbero da un raffreddamento dei rapporti commerciali della Cina con gli Stati Uniti” argomenta Andrew Harmstone. Altri paesi, quelli particolarmente integrati nella filiera di approvvigionamento di prodotti esportati dalla Cina negli Stati Uniti, potrebbero invece risultare danneggiati: dal Giappone alla Corea del Sud fino a Taiwan.

ACQUISTI E VENDITE SELETTIVE SU SETTORI E PAESI

“Al momento però non prevediamo una guerra commerciale e, di conseguenza, siamo inclini a rintracciare le opportunità per sfruttare le reazioni eccessive del mercato alle notizie. Una strategia è quella di acquistare selettivamente settori e paesi che saranno prevedibilmente colpiti o ipervenduti e vendere quelli percepiti come beneficiari o ipercomprati” conclude Andrew Harmstone.

patchareeporn_s / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
31 Maggio 2018
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