Azioni, come scegliere i titoli giusti per proteggersi dai ribassi

La combinazione di ricavi ricorrenti e potere di determinazione dei prezzi delle società indica che il fatturato e i margini hanno una buona tenuta nei periodi difficili.

“Dopo nove anni di fase rialzista è chiaramente giunto il momento di pensare alla protezione dai ribassi. Ma per noi qualsiasi momento è quello giusto per pensare alla protezione dai ribassi” tiene a puntualizzare William Lock, Head of International Equity Team di Morgan Stanley Investment Management. Il riferimento dell’esperto è alla strategia di punta Global Franchise/Brands adottata da Morgan Stanley IM che ha dimostrato di superare il peggiore stress test del dopoguerra: durante la crisi finanziaria globale ha registrato un aumento degli utili nel corso del periodo 2007-2009, in netta controtendenza rispetto alla media di mercato.

ESPOSIZIONE AL SETTORE INFORMATICO

William Lock ammette che i suoi portafogli evidenziano un aumento dell’esposizione al settore informatico, tuttavia fa riferimento ai rassicuranti dati dell’analisi retrospettiva che indicano che dovrebbero essere ancora in grado di resistere, anche senza considerare l’incremento del volume di ricavi ricorrenti presso le società di software dovuto all’arrivo del cloud.

PROVA DI RESILIENZA NEGLI ULTIMI 20 ANNI

“Riteniamo che i nostri portafogli siano ben posizionati rispetto a entrambi i rischi e che dovrebbero continuare a offrire la combinazione di capitalizzazione e protezione relativa dai ribassi di cui hanno dato prova negli ultimi 20 anni” sottolinea l’esperto ribadendo un concetto che è alla base della strategia vincente adottata: la combinazione di ricavi ricorrenti e di potere di determinazione dei prezzi delle società indica che il fatturato e i margini hanno una buona tenuta nei periodi difficili.

VALUTAZIONI, LA GIUSTA METRICA

Un aspetto sul quale William Lock intende poi fare chiarezza è quello relativo alle valutazioni. L’esperto non nega che i propri portafogli globali siano a premio rispetto al mercato, ma soltanto se la metrica è quella che utilizza il rapporto prezzo/utili prospettico, ovvero dei prezzi correnti divisi per gli utili attesi per i prossimi 12 mesi. A tale proposito, William Lock precisa che si parla di stime di profitti sopravvalutate, in media, dell’8% rispetto agli utili con un anno di anticipo (con due anni di anticipo l’errore sale al 14%).

UTILI ‘CORRETTI’

Non solo gli utili di riferimento sono ‘corretti’: si tratta di profitti ‘calcolati per pagare i propri dirigenti’. Un fattore assolutamente non secondario dal momento che nel 2016, negli Stati Uniti, gli utili ‘corretti’ risultavano del 25% al di sopra dei valori ‘reali’, calcolati in base ai principi di contabilità generalmente ammessi (GAAP). Al contrario, sostiene William Lock, grazie alla stabilità intrinseca verificata dai titoli delle società in portafoglio il rischio che gli utili di tali aziende possano deludere in modo significativo risulta inferiore rispetto alla media di mercato. Senza trascurare, inoltre, che si tratta di società che tendono a includere nel computo dei profitti gli oneri di ristrutturazione, ammortamenti o remunerazioni legate alle azioni.

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RENDIMENTO DEL CASH FLOW

“Pertanto, gran parte del premio scompare su una base di utili puliti. Se guardiamo il portafoglio dal nostro indicatore preferito del rendimento del cash flow, i nostri portafogli globali hanno premi contenuti al 5-9% (a seconda della strategia) rispetto all’indice MSCI World per alcune delle aziende di migliore qualità nel mondo” spiega l’esperto. Molte tra queste sono compagnie appartenenti al settore dei beni di consumo primari, un settore che, nel corso degli ultimi due anni, ha accusato una brusca svalutazione relativa, passata da un premio del 40% a uno del 16% rispetto al mercato sugli utili dei successivi 12 mesi. Certo tale correzione ha comportato una sottoperformance relativa di questi titoli rispetto agli indici ma, in parallelo, ha circoscritto i rischi di valutazione dei portafogli, aumentando la fiducia del team di gestione di Morgan Stanley IM relativamente alla robustezza conferita ai portafogli in un’eventuale fase di correzione dei mercati.

PROFITTI SOLIDI E SOSTENIBILI

“Il settore dei beni di consumo primari caratterizzato da profitti in grado di resistere meglio in una fase di rallentamento globale, costituisce una porzione notevole dei portafogli, e si trova nella sua fase più conveniente rispetto al mercato dall’inizio della crisi finanziaria globale ed è a un premio trascurabile del 3% rispetto all’indice MSCI World in termini di free cash flow” conclude William Lock.




FinanciaLounge
21 Maggio 2018
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