Copertura del rischio di cambio, come orientarsi sul mercato

Al di là dei costi l’investitore che intenda coprirsi dal rischio di cambio deve tenere conto della propria propensione al rischio, dei personali obiettivi finanziari e orizzonte temporale.

“Per capire se, nelle condizioni di mercato attuali, valga la pena pagare il costo di copertura del rischio valutario ogni investitore deve per prima cosa fare un serio esame delle proprie caratteristiche individuali: propensione al rischio, obiettivi finanziari, orizzonte temporale” puntualizza dichiara Luca Tobagi, CFA Investment Strategist di Invesco, nell’edizione di agosto di T con Zero. Nel quale approfondisce cosa determina e come tende a muoversi il costo delle coperture dal rischio cambio.

DIFFERENZIALE DEI TASSI USA – AREA EURO

“Al momento, se ipotizziamo che il differenziale di tassi fra Stati Uniti e Area Euro sia destinato a mantenersi ampio, come sembra probabile da qui a un anno, anche il costo di copertura del rischio valutario potrebbe presumibilmente restare elevato” specifica l’esperto. La conclusione a cui giunge Luca Tobagi è frutto di una sua analisi dettagliata delle dinamiche sottostanti all’operazione di copertura.

COPERTURA EURO – DOLLARO

L’esempio è quello di voler coprire per un anno il rischio valutario Euro-Dollaro. Tradotto in pratica occorre acquistare valuta USA al prezzo spot, cioè quello attuale pari a 0,8578 Euro, e, al contempo, trovare un operatore disposto a comprare forward, cioè alla scadenza di un anno, i nostri dollari e darci in cambio euro allo stesso prezzo di oggi: questo permette chiudere il cerchio e quindi di coprire completamente il rischio cambio. Il mercato forward oggi indica il valore dollaro / euro tra un anno a circa 0,8315 – 0,8320, quindi in indebolimento del biglietto verde rispetto ad oggi. Nell’esempio, per coprire questo rischio di deprezzamento significa che è necessario individuare un operatore disposto ad acquistare fra un anno dollari a un prezzo maggiore di quello previsto oggi. IL IL

COSTO DELL’HEDGING

Chiaro che questa operazione abbia un costo. Quanto grande? Un modo semplice ma abbastanza preciso per determinare il costo dell’hedging, cioè della copertura del rischio cambio, è quello di confrontare i tassi di cambio a scadenza e soprattutto i tassi di interesse. All’atto pratico, osservare il differenziale fra i tassi a 1 anno USA e euro ci dà una buona approssimazione del costo di copertura del rischio di cambio: da quando esiste l’Euro il differenziale tra i tassi a un anno delle due aree valutarie e quello effettivo di mercato per la copertura del cambio è risultato molto vicino, in alcuni periodi quasi azzerato.

IL PESO DEGLI ALTRI FATTORI

“È comunque possibile anche calcolare quanto incidano sul costo dell’hedging, calcolato con la relazione fra tassi di cambio forward e spot, altri fattori che non siano il rapporto teoricamente corretto fra i tassi di interesse. A fine luglio, ad esempio, coprire il rischio cambio sul Dollaro a un anno costava lo 0,70% in più rispetto al valore di equilibrio ‘teorico’” conclude Luca Tobagi.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte dei contenuti e dei dati sono stati gentilmente concessi da Invesco

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22 Agosto 2018
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