Oro, un porto sicuro a buon prezzo

di Redazione

Le banche centrali tornano ad investire forte nell’oro: una strategia che dovrebbe essere seguita anche dai piccoli risparmiatori per stabilizzare le performance di portafoglio nel medio lungo termine

Kazakistan, Turchia, Ecuador, Qatar, Colombia, India e, soprattutto, Russia. Sono questi i paesi che si sono distinti nel primo trimestre di quest’anno nell’acquisto di oro sul mercato. Mosca, in particolare, ha portato le proprie riserve auree a 2.168,3 tonnellate, grazie alle 55,3 tonnellate di metallo giallo acquistato tra gennaio e marzo e, in tal modo, ha riportato al 19% il peso dell’oro rispetto a tutte le riserve della banca centrale russa.

QUOTAZIONI STABILI DA INIZIO ANNO

L’accumulo di riserve auree non è stato l’unico fattore di traino per la domanda di oro, che nel primo trimestre 2019 ha registrato un aumento del 7% a 1.053 tonnellate: importanti anche i flussi verso Etf e prodotti similari. Resta il fatto che, le quotazioni in dollari sono rimaste stabili (intorno ai 1.280 dollari per oncia) mentre quelle in euro sono salite dell’1,7% portandosi a 37 euro per grammo.

PROTEZIONE STRUTTURALE DALLE TURBOLENZE

Tuttavia, come fanno notare diversi osservatori, gli investitori dovrebbero essere consapevoli del fatto che la volatilità dei mercati finanziari può tornare improvvisamente e in modo brusco – come sperimentato nel corso del 2018 – rendendo importante la copertura contro un potenziale ribasso. Inoltre, i rischi macroeconomici e geopolitici rimangono alti sia per le dispute commerciali ancora da risolvere tra Washington e Pechino e sia per l’incertezza sulla Brexit.

TARGET 1.385 DOLLARI FRA 12 MESI

Questi rischi continuano a supportare la raccomandazione di mantenere l’oro in portafoglio come protezione strutturale per le turbolenze. In quest’ottica, gli esperti di WisdomTree, ipotizzando una Fed accomodante, vedono un valido supporto alle quotazioni dell’oro: la loro previsione nel caso ‘base’ è che i prezzi del metallo giallo possano raggiungere i 1.385 dollari l’oncia alla fine del primo trimestre del 2020.

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CONFRONTO CON LE BORSE MONDIALI

Ma, al di là delle previsioni a breve del prezzo dell’oro, ci sono dati concreti di lungo periodo che dimostrano come l’esposizione al metallo prezioso costituisca per antonomasia una valida protezione in caso di turbolenza. Abbiamo esaminato l’andamento dell’oro e delle Borse mondiali negli ultimi 12 anni dal 30/4/2007 al 2/5/2019 utilizzando l’Etf Gold Bullion quotato in Piazza Affari e l’indice MSCI world TR delle Borse mondiali che include i dividendi reinvestiti.

L’ANALISI DEGLI ULTIMI 12 ANNI

Ebbene, in questi 12 anni, l’Etf in oro ha reso il 117% in euro e l’MSCI world TR in euro il 114% ma con andamenti molto divergenti soprattutto nelle fasi di ascesa delle Borse e di tensione sui mercati finanziari.

DAL CRAC LEHMAN ALLA CRISI DEL DEBITO SOVRANO EURO

Per esempio durante la crisi Lehman Brothers (dal 12 settembre 2008 al 9 marzo 2009, minimo delle Borse post crisi) l’MSCI world TR ha perso il 34,6% in euro mentre l’Etf in oro ha guadagnato il 37,8%. Dal 9/3/2009 al 30/6/2011 (inizio della crisi del debito sovrano dell’euro) l’MSCI world TR ha guadagnato il 63,6% mentre l’Etf in oro si è apprezzato solo del 37,4%. Durante la crisi del debito sovrano della zona euro (1/7/2011 – 30/11/2011) l’MSCI world TR ha perso il 4% e l’Etf in oro ha guadagnato il 26,5%.

DAL LUNGO RALLY AI TIMORI DI RALLENTAMENTO DELLA CINA

Nel lungo rally post crisi debito zona euro (dal 30/11/2011 al 30/11/2015) l’MSCI world TR è balzato del 97,9% mentre l’oro ha corretto del 24% sulla scia del doppio Qe (quello della Fed e, successivamente, della Bce). Dal 30/11/2015 al 11/2/2016 (correzione dei mercati sui timori di un forte rallentamento della Cina) con l’MSCI world TR in calo del 19%, l’Etf in oro è salito del 9%.

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LE DUE CORREZIONI DEL 2018

Dall’11/2/2016 al 31/1/2018 (inizio della prima correzione dello scorso anno di Borsa) l’MSCI world in euro si è apprezzato del +42,6% mentre l’ Etf in oro ha perso il 2,5%.
Dal 31/1/2018 al 23/3/2018 (prima correzione delle Borse del 2018) l’indice MSCI world in euro si è ridimensionato del 7,5% mentre l’Etf in oro è rimasto sostanzialmente stabile (+0,5%). Dal 30/9/2018 al 24/12/2018 (seconda profonda correzione delle Borse nel 2018) mentre l’MSCI world TR ha accusato un calo del 15,7%, l’Etf in oro è cresciuto dell’8%

PREZZI AL DI SOTTO DEL 20% DEL MASSIMO DEL 2011

Infine, dal 24/12/2018 al 2 maggio , l’MSCI world TR in euro ha messo a segno un allungo del 23,2% mentre l’Etf in oro si è apprezzato del 3,2%. Attualmente, però, mentre l’MSCI world TR è sui massimi di sempre, il prezzo dell’oro dista circa il 20% dai massimi del settembre 2011. Come dire che acquistare adesso Etf in oro per una piccola quota del portafoglio (tra il 5% e il 10%) costituisce una protezione a basso costo.

Nuthawut Somsuk / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
7 Maggio 2019
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