Olanda, rating a rischio

Un recente report redatto da una importante banca d’affari americana sui paesi dell’Eurozona colloca l’Olanda, insieme alla Germania e alla Finlandia, nel ristretto club dei paesi “core”, cioè quei stati che rappresentano il nocciolo duro della UE.

Il report, tuttavia, è precedente a lunedi 19 agosto, giorno nel quale l’Ufficio Nazionale di statistica dei Paesi Bassi ha reso noto che l’indice dei prezzi degli immobili a luglio è risultato in calo del 5%. Si tratta di una nuova pesante contrazione che ha portato al 20% la caduta delle quotazioni del real estate olandese rispetto ai picchi del 2008.

E ora sono in molti a temere un impatto fortemente negativo sull’intero economia del Paese dal momento che anche i dati sui consumi, quelli sugli investimenti, quelli sulla disoccupazione e, soprattutto, quelli relativi al PIL (in calo dello 0,2% nel secondo trimestre del 2013), sembrerebbero confermare un rallentamento delle attività del Paese famoso per i tulipani.

Sebbene sia già allo studio una soluzione che prevede la cessione di una parte del portafoglio mutui delle banche ai fondi pensione per alleggerire le sofferenze degli istituti di credito e permettere loro di erogare più credito a famiglie e imprese, le perplessità permangono. I Paesi Bassi, infatti, evidenziano il più alto debito delle famiglie in percentuale al reddito disponibile (250%) dopo la Danimarca (267%): in Irlanda tale percentuale si attesta al 206%, in Svezia al 149%, nel Regno Unito al 139%, in Spagna al 125%, in Finlandia al 104%, in Austria all’ 89%, in Germania all’86%, in Francia all’83% e in Italia al 65%.

Non a caso l’agenzia americana Moody’s lunedi 19 agosto ha paventato un possibile downgrading del rating tripla A dell’Olanda nei prossimi 3-4 anni qualora tali squilibri non trovassero soluzioni strutturali.




FinanciaLounge
23 Agosto 2013
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