Indici azionari a confronto, India stella del millennio

Nella classifica dal 2000 ad oggi Wall Street si piazza solo al terzo posto spalla a spalla con Shanghai. Nelle performance da inizio anno Hong Kong batte tutti. Il VIX della paura invece finisce fanalino di coda

Per i mercati azionari globali l’inizio del 2019 è stato decisamente spumeggiante, ma senza l’euforia esagerata dell’anno scorso finita nella correzione di fine gennaio che poi si è accentuata a febbraio. La tendenza positiva sembra più sostenibile oggi anche perché le Borsa vengono da un quarto trimestre del 2018 decisamente orribile con il culmine negativo toccato proprio a dicembre. I primi otto best performer del 2019 viaggiano tutti ai massimi dell’anno e sono un mix di America, Asia e Europa. Batte tutti l’Hang Seng Hong Kong, che in cinque settimane è salito di oltre l’11%. A seguire lo S&P 500 di Wall Street con oltre l’8,5% e a ruota abbastanza sorprendentemente il CAC 40 parigino con quasi il 7%. Shanghai si piazza al quarto posto con oltre il 6% seguita dagli europei DAX e FTSE in avanzata di oltre il 4% insieme al nipponico Nikkei. Chiude la hit del 2019 la Borsa indiana di Bombai con il Sensex, l’indice dei 30 blue chip, in guadagno di quasi il 2%.

LA LUNGA TRAVERSATA DALLA BOLLA DI INTERNET

Questa è la short view. Ma se spingiamo lo sguardo più indietro nel tempo è invece proprio l’indice BSE Sensex la stella del millennio: da inizio 2000 ha stracciato tutti mettendo insieme un rialzo di oltre il 580%, con una distanza siderale rispetto al terzetto che segue, Shanghai, Wall Street e Hong Kong con aumenti a due cifre rispettivamente dell’87%, dell’86% e del 61%. Da ricordare che in mezzo ci sono lo sgonfiamento della bolla di Internet, il dopo 11 settembre e soprattutto la grande crisi del 2008-09. Seguono distanziatissime le altre 4 piazze con rialzi modesti: Parigi con più del 15%, Tokyo con quasi il 10%, Londra con +6% e Francoforte +2% e qualcosa. Il calcolo è stato fatto da Jill Mislinski su dshort.com, un sito americano specializzato in grafici e statistiche sui trend economici e finanziari ed è il risultato di una indicizzazione a 800 di tutti gli otto listini alla data del 1 gennaio 2000, come si vede nella chart qui sotto.

L'andamento dei principali indici azionari globali
L’andamento dei principali indici azionari globali

LA BORSA INDIANA VINCE ANCHE NEL DOPO LEHMAN

Piccola notazione, per Francoforte è stato utilizzato il DAXK, che è un indice semplice, e non il DAX, che è un indice total return e incorpora anche il reinvestimento dei dividendi. Dshort ha fatto lo stesso esercizio con lo stesso metodo prendendo come base ottobre 2007, più o meno il picco pre-crisi, e anche qui la Borsa indiana vince, anche se con margini più modesti, poco davanti lo S&P 500, con un rialzo del 100% rispetto al 74% della Borsa americana. Su questo arco temporale Shanghai è la maglia nera, con un calo del 54%, Hogh Kong è piatta, Tokyo è al terzo posto con il 22%, seguita da Parigi con il 15% e Londra con oltre il 6%. Anche Francoforte ha davanti il segno meno, circa il 2%. La Borsa indiana la troviamo in testa anche nella classifica con base marzo 2009, il minimo post-Lehman da cui è partito il mercato Toro che dura ancora. Qui i rialzi percentuali sono tutti o quasi a 3 cifre, con l’eccezione di Shanghai che segna invece un calo del 24%.

Economia Europa, segnali di rallentamento anche dall’M&A 

Economia Europa, segnali di rallentamento anche dall’M&A

INTANTO L’INDICE DELLA PAURA TORNA ALLA NORMALITÀ

Come tutte le statistiche che estrapolano una fase temporale dal contesto, anche i grafici di Dshort hanno una componente di arbitrarietà. Ma se ne ricava la sensazione che l’Asia sia sempre più un centro di attrazione di capitali da tutto il mondo, che rivaleggia sempre più con il mercato americano, mentre l’Europa fa veramente una grande fatica. Dalla long view torniamo al breve, anzi brevissimo, cioè la partenza di questo 2019, guardando a un altro indice, che misura la ‘paura’ degli investitori. Nell’ultimo scorcio dell’anno scorso il VIX, l’indice della volatilità, ha iniziato a ottobre una corsa al rialzo culminata il 26 dicembre quando ha superato quota 36. Oggi viaggia poco sopra 15, e askbrokers.com trae la conclusione che la correzione è rientrata e siamo di nuovo nella normalità. Il sito americano osserva che l’ultima volta che il VIX si trovava a questi livelli, lo S&P 500 era appena sotto i 2900 punti, in vista del record storico toccato proprio a inizio ottobre 2018 da cui poi è partita la discesa.

compuinfoto / Royalty-free / Getty Images


FinanciaLounge
7 Febbraio 2019
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