Idee di investimento – Obbligazioni – 11 febbraio 2019

Nel 2018 i fondi obbligazionari hanno accusato ingenti deflussi anche per la mancanza di opportunità nel reddito fisso. Cresce l’attenzione verso le strategie alternative e sulle valute più penalizzate come la rupia indiana

OBBLIGAZIONARIO, IL PESO DELLA MANCANZA DI OPPORTUNITA’

I dati dell’intero 2018 elaborati da Assoreti, relativi alle reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, permettono di conoscere nei dettagli quale sia stato il comportamento dei professionisti del risparmio gestito nel proporre i fondi comuni di investimento alla propria clientela. I particolari che emergono segnalano che nel corso dell’anno appena concluso, le strade dei consulenti e quelle delle banche si sono separate. In estrema sintesi, come si legge nell’articolo “Fondi comuni, nel 2018 le strade di banche e reti si sono separate”, mentre i consulenti nel 2018 hanno spinto soprattutto sugli azionari e su alcune tipologie di prodotti flessibili, le banche hanno puntato sui bilanciati. A proposito invece del mercato obbligazionario, la mancanza nel corso del 2018 di opportunità nel reddito fisso per via dell’aumento dei tassi di interesse USA, dell’allargamento degli spread delle obbligazioni societarie e del declino del debito emergente, ha visto le reti di consulenza suggerire disinvestimenti nei fondi a orientamento obbligazionario per 3,4 miliardi mentre le banche hanno registrato deflussi netti annuali per 21,58 miliardi. Un contesto che non è sostanzialmente cambiato in queste prime settimane del nuovo anno e che, con ogni probabilità, proseguirà nel corso del 2019.

L’OPZIONE DELLE STRATEGIE ALTERNATIVE

Alla luce di questo e dopo un 2018 che ha offerto poche soddisfazioni agli investitori sia azionari che obbligazionari, sono in molti a indicare negli investimenti alternativi una valida soluzione per il 2019. Una delle caratteristiche attraenti dei fondi liquid alternative, i fondi Ucits che replicano le strategie alternative tipiche dei gestori di hedge fund, e soprattutto di quelli market neutral/multi-strategy, è che mirano a generare (attraverso una ampia gamma di fonti di rendimento specifiche e decorrelate dalle altre asset class tradizionali) flussi di rendimento risk adjusted (cioè corretti per il rischio) attraenti che non dipendono eccessivamente dalla direzionalità dei mercati. “Dal momento che emergono segnali sempre più diffusi di debolezza economica, in un momento in cui il Quantitative easing sta venendo meno, anche se lentamente, gli asset rischiosi si trovano ad affrontare un’incertezza crescente. In tale contesto, le strategie market neutral absolute return possono offrire una relativa stabilità, con attraenti ritorni aggiustati per il rischio” spiega nell’articolo “Un punto d’accesso unico nei fondi alternativi multi-strategy e altamente liquidi” Robert Donald, Chief Investment Officer – Helix, Schroders. L’esperto poi illustra i tratti distintivi delle soluzioni Schroders in questo ambito: “Schroders offre un’ampia gamma di strategie liquid alternative agli investitori, con oltre 20 miliardi di dollari di patrimonio in gestione per tali strategie, in diverse asset class. Schroder GAIA Helix, il nostro ultimo fondo, è un fondo hedge market neutral multi-strategy, creato per offrire ai clienti un punto di accesso unico ad una combinazione ottimale di alpha derivante da un insieme di strategie uniche e distinte. Ci aspettiamo che il fondo mostri una bassa correlazione ai mercati ed esibisca una bassa volatilità, dimostrando una forte tendenza verso flussi di rendimenti specifici e non direttamente correlati all’andamento dei mercati e dell’economia in generale. Helix combina in maniera unica le strategie convenzionali long/short (cioè sia con posizioni al rialzo che con esposizioni al ribasso) con diverse strategie alpha long only (tipiche dei fondi direzionali a gestione attiva)”.

UN DOLLARO MENO FORTE PREMIA COMMODITY E PETROLIO

La ricerca di alpha (extra rendimento) è estesa pure alle materie prime. Sul fronte dei mercati obbligazionari i rendimenti sono ancora in calo sulla curva USA sia sulle scadenze brevi sia su quelle lunghe, nonostante i positivi dati sulla creazione di oltre 300.000 nuovi posti di lavoro e la ripresa dell’Indice ISM manifatturiero a 56,6 da attese di 54,2. Anche in Germania i rendimenti dei titoli di Stato hanno segnato un lieve calo, mentre è tornato ad allargarsi lo spread italiano in seguito ai deludenti dati sulla (de)crescita interna. “Il nuovo corso americano ha avuto effetti anche sulle commodity e sul petrolio in particolare, con i prezzi in risalita insieme a quelli dell’oro come riflesso dell’indebolimento del dollaro” specifica nell’articolo “Sollievo per i mercati per la bandiera bianca di Powell” Giordano Beani, capo di Multi-Asset Fund Solutions di Italy Amundi SGR.

INFLAZIONE MENO AGGRESSIVA, RUPIA PIÙ SOLIDA

Un altro mercato nel quale il 2019 potrebbe offrire soddisfazioni agli investitori obbligazionari è quello valutario. L’anno scorso il rafforzamento del dollaro USA ha indebolito le monete di molti paesi in via di sviluppo, tra i quali anche quelle di mercati che continuano a crescere a ritmi sostenuti. A questo proposito, esaminando l’India un fattore di supporto è senz’altro il rallentamento dei prezzi al consumo, grazie alla severa correzione delle quotazioni delle commodity, soprattutto del petrolio grezzo, dato che l’India è un importatore netto di petrolio. In virtù di un’inflazione meno aggressiva, come è argomentato nell’articolo “Perché l’India continua a brillare tra i mercati emergenti“, la rupia dovrebbe essere meno sotto pressione mentre il sistema bancario, che ha avuto difficoltà legate a prestiti deteriorati per un lungo periodo, ora evidenzia segnali di miglioramento.

Dejan Kolar / Royalty-free / Getty Images


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11 Febbraio 2019
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