Lo shutdown non ferma i mercati

Nonostante lo shutdown USA, Wall Street non sembra affatto spaventata. I principali indici della borsa americana, infatti, chiudono oggi in terreno positivo. Abbiamo chiesto al team di Fidelity Worldwide Investment di offrirci la loro vision sui mercati alla luce dei diversi accadimenti che coinvolgono gli Stati Uniti.
“A nostro giudizio lo stallo attuale non avrà conseguenze durature e la debolezza evidenziata dai mercati azionari offre opportunità di acquisto” commenta così l’attuale stallo politico negli USA tra repubblicani e democratici Trevor Greetham, Direttore Asset Allocation di Fidelity Worldwide Investment che poi aggiunge:

“Questa crisi può impattare temporaneamente l’attività economica, ma gli USA da quattro anni procedono saldamente sulla strada della ripresa. Inoltre la Federal Reserve è pronta a compensare eventuali inasprimenti fiscali che dovessero emergere in seguito alle negoziazioni in corso. Una volta risolta l’intera vicenda vedremo quindi un rafforzamento e ampliamento della crescita globale, accompagnata da una politica monetaria che dovrebbe restare accomodante in tutte le principali economie. Dunque continuiamo a essere in un contesto favorevole agli investimenti azionari”.

Richard Lewis, Head of Global Equities di Fidelity Worldwide Investment, ritiene innanzitutto che quello delle tensioni legate alla mancata approvazione del bilancio governativo negli Stati Uniti sia in realtà un evento non molto rilevante a livello finanziario.

“In particolare – sottolinea Lewis – i pagamenti delle obbligazioni governative statunitensi non sono a rischio e dunque non vi sono conseguenze sul mercato obbligazionario. Inoltre nelle ultime 48 ore il Congresso ha approvato misure a protezione della grande maggioranza degli impiegati pubblici, che dunque non sono impattati dal shutdown. Non vi saranno infatti conseguenze di particolare rilievo sui settori dei servizi sociali e della sanità e i militari continueranno a ricevere i loro stipendi regolarmente” dice infatti Richard Lewis per il quale il vero appuntamento per i mercati è invece rimandato al 17 ottobre quando si ripresenterà il problema del debt ceiling, il limite al debito governativo.

“Si tratta di una scadenza decisamente più rilevante in quanto il mancato aumento del limite al debit, interromperebbe il pagamento delle cedole obbligazionarie, creando un default tecnico in grado di causare turbolenze anche importanti sui mercati obbligazionari. E questa sarebbe una situazione a cui nessun legislatore assennato vorrebbe mai assistere.

Al contempo è probabile che questo stallo tra la Camera, a maggioranza repubblicana e il Presidente Obama, democratico, riesca a risolversi solo a poche ore dalla scadenza del 17 ottobre. A quel punto possiamo ben sperare che una delle parti cederà. A mio avviso è probabile che i repubblicani siano i primi a cercare un’intesa, in quanto l’anno prossimo la Camera dovrà essere rieletta mentre il Presidente Obama, al secondo mandato, non è interessato direttamente da alcuna scadenza elettorale in quanto il suo mandato si concluderà in occasione delle prossime elezioni”.




FinanciaLounge
2 Ottobre 2013
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