“I rischi geopolitici sono ormai fuori dai radar”

di Redazione

Secondo Euromobiliare, con la tregua Cina-USA e la vittoria di Boris Johnson in Gran Bretagna, i rischi di instabilità legati a fattori geopolitici escono dai radar dell’investitore, almeno per un po’

L’intesa parziale sui dazi raggiunta da USA e Cina e la netta vittoria dei Conservatori di Boris Johnson in Gran Bretagna, che allontana se non elimina addirittura il rischio di una Brexit caotica, si apre una fase di significativa de-escalation e si rafforza le probabilità di uno scenario centrale di ripresa apprezzato dai mercati, con il comparto azionario che più beneficia dell’attuale contesto. Ed è l’area emergente, particolarmente penalizzata dal rallentamento del commercio mondiale e fanalino di coda del 2019, a sovraperformare ora nettamente le altre geografie.

DOPO LA VITTORIA DI JOHNSON SPAZIO PER STERLINA E AZIONI DI LONDRA

E’ la lettura dello scenario globale in chiusura d’anno proposta da Euromobiliare, secondo cui in particolare la chiarezza fatta dal voto sulla Brexit premia l’azionario di Londra, dove il Ftse100 da inizio anno ha registrato un ritorno totale nell’ordine del 14% rispetto al 26% del MSCI World. Secondo gli esperti della casa d’investimento potrebbe aprirsi ora una fase in cui gli investitori tornano a guardare con maggiore fiducia a azionario e valuta britanniche, che dal referendum di giugno 2016 in poi hanno subito un costante de-rating.

Video – La riscossa degli asset britannici e della sterlina

La riscossa degli asset britannici e della sterlina

DAGLI INDICI PMI SEGNALI DI ECONOMIE IN STABILIZZAZIONE

Inoltre gli indici PMI dell’area euro appena usciti continuano a dare indicazioni di un’economia in via di stabilizzazione grazie alla resilienza dei servizi, mentre il comparto manifatturiero resta ancora sotto della soglia di espansione, con la fiducia che in dicembre ha deluso le attese, soprattutto in Germania, ma il momentum a tre mesi è ancora positivo. Il trend dovrebbe essere confermato a inizio gennaio dove in USA è atteso l’ISM manifatturiero che, ad avviso di Euromobiliare, dovrebbe cominciare a chiudere il differenziale con il corrispondente PMI, in quanto più esposto ai settori sensibili all’export, penalizzati fino ad ora dalle tensioni commerciali.




Financialounge.com
17 Dicembre 2019
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