“Le azioni asiatiche erano sottovalutate già prima del coronavirus”

di Leo Campagna

Secondo Soo Nam Ng (Columbia Threadneedle Investments) per chi guarda oltre le implicazioni del coronavirus c’è valore nelle azioni asiatiche, in particolare in quelle cinesi

Si avverte una certa preoccupazione per le possibili implicazioni sull’economia cinese e globale conseguenti alla diffusione del contagio del nuovo coronavirus con epicentro a Wuhan. Tuttavia, per evitare scelte di portafoglio emotive, la raccomandazione di Soo Nam Ng, Responsabile azionario asiatico di Columbia Threadneedle Investments, è quella di adottare una lettura oggettiva delle possibili conseguenze dell’epidemia. Un approccio che, secondo l’esperto, consente di concludere che le azioni asiatiche restano sottovalutate, soprattutto quelle cinesi.

L’IMPATTO DEL CORONAVIRUS PUÒ INTACCARE IL PIL CINESE

Ma procediamo con ordine. Si stima che la nuova epidemia di coronavirus possa esercitare un impatto negativo sulla crescita del PIL cinese nel primo trimestre dell’anno. Il vero dilemma è la stima della durata del contagio. L’unico precedente significativo è l’epidemia della SARS, una forma di polmonite virale acuta che ebbe inizio nel novembre 2002 per durare fino a luglio 2003.

COSA ACCADDE IN BORSA NEL 2002-2003 DURANTE LA SARS

Durante questo periodo, l’indice MSCI China toccò un minimo il 24 aprile 2003 – in parallelo al picco negativo delle notizie sul virus – per poi registrare un rally del 36,8% (in USD) fino al 9 luglio 2003 – in occasione dell’annuncio da, parte dell’Organizzazione mondiale delle sanità (OMS), che la SARS era stata contenuta. Nel caso invece dell’indice MSCI Asia Pacific (Giappone escluso) il minimo fu registrato il 13 marzo 2003, a cui fece seguito un rimbalzo del 25,5% fino al 9 luglio 2003.

UN’OPPORTUNITÀ PER ACQUISTARE ASIA

“Presupponendo che anche stavolta la situazione finisca con il normalizzarsi, siamo convinti che l’attuale epidemia di coronavirus possa rappresentare un’altra opportunità per gli investitori di acquistare in Asia” sostiene Soo Nam Ng. Per l’esperto, se i fattori macroeconomici o geopolitici escluderanno sorprese negative, le condizioni sembrano mature per un impatto favorevole sui profitti futuri delle aziende asiatiche, dopo un biennio nel quale le spese per gli investimenti e i costi sono stati frenati dalle guerre commerciali.

COREA DEL SUD E TAIWAN PRONTE A SCATTARE

Entrando più nello specifico, Soo Nam Ng indica Corea del Sud e Taiwan come i Paesi che potranno beneficiare al meglio della diffusione del 5G che comporterà un aumento della domanda di portatili, apparecchiature di rete, e componenti elettronici di alta qualità: questi ultimi trarranno vantaggio anche dal maggiore contenuto elettronico nelle nuove auto.

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IL DESTINO DELL’INDIA È NELLE PROPRIE MANI…

Diverso il discorso per l’India e la Cina. Per la prima sarà cruciale la capacità delle recenti misure politiche di invertire l’attuale decelerazione della crescita economica. Nel caso invece della Cina, continuerà ad esercitare una minaccia la disputa con Washington che è sempre più evidente essere non tanto – o non soltanto – di tipo commerciale ma soprattutto di leadership tecnologica.

…MENTRE SULLA CINA RESTA LA MINACCIA DELLA DISPUTA CON GLI USA

A mano a mano che la campagna elettorale per le presidenziali statunitensi entrerà nel vivo, ci aspettiamo che i candidati di entrambe le parti mettano nel mirino i temi quali il commercio e la sicurezza nazionale nell’ambito delle relazioni con la Cina. Argomenti che potrebbero intaccare il sentiment verso la Cina, il che potrebbe riflettersi negativamente sui rendimenti delle azioni asiatiche (Giappone escluso) nel 2020” conclude Soo Nam Ng.

Yongyuan Dai / E+


Financialounge.com
30 Gennaio 2020
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