L’estate porterà il bel tempo sui mercati?

di Chiara Merico

Per gli esperti di Allianz Global Investors in primavera si sono registrati vari segnali di stabilizzazione per l’economia globale. E in estate si potrebbe assistere a una ripresa sul fronte macroeconomico

La primavera è stata una stagione di rinascita per mercati: nelle ultime settimane, infatti, si sono intravisti sempre più segnali di stabilizzazione per l’economia globale. In aprile gli indicatori congiunturali sono migliorati per la prima volta negli ultimi undici mesi, grazie ai dati più incoraggianti provenienti da Usa e Cina. Un trend positivo che è proseguito anche in maggio, seppur non in modo generalizzato e continuo in tutte le aree geografiche.

TEMPORANEA RIPRESA ESTIVA?

E anche se gli investitori attendono ancora una ripresa sostenibile dai minimi in alcuni settori ciclici (soprattutto in ambito manifatturiero e nel commercio mondiale) e un miglioramento dei dati congiunturali di area euro, Giappone e Regno Unito, “nel quadro di un allentamento monetario e fiscale più sostenuto e prolungato, durante l’estate potremmo assistere quanto meno a una temporanea ripresa sul fronte macroeconomico”, spiega Hans-Jörg Naumer, global head of capital markets & thematic research di Allianz Global Investors.

ALLONTANARE I TIMORI DI RECESSIONE

Secondo l’esperto, “dei progressi momentanei non sarebbero comunque sufficienti per passare da uno scenario di fine ciclo a uno di crescita sostenibile, ma servirebbero ad affievolire i timori di recessione che ripetutamente emergono nei mercati finanziari”.

SOFT LANDING O HARD LANDING

Il prossimo anno si deciderà il destino dell’attuale ciclo congiunturale. Per Naumer “ci sono due possibilità: la prima è che le autorità monetarie e fiscali creino le condizioni per un ‘soft landing’ in una fase avanzata del ciclo, in modo da porre le basi per una nuova accelerazione; la seconda è che si entri in una fase di recessione con il rischio di ‘hard landing’ per l’economia. Quest’ultima eventualità non si può ancora escludere”.

IL PESO DEI RISCHI GEOPOLITICI

Sullo sfondo ci sono i rischi geopolitici, che secondo l’esperto “minori sono, meglio è”. Infatti, “non solo comportano un aumento dei premi per il rischio e costanti oscillazioni sui mercati finanziari, ma impediscono anche alle società di predisporre piani a lungo termine, e quindi frenano gli investimenti nel settore privato”. In questo senso “la rapida creazione di una maggioranza nel Parlamento Europeo, sviluppi costruttivi sul fronte della Brexit e segnali di distensione nel conflitto commerciale sino-americano sarebbero ben più che ‘una tiepida brezza primaverile’”.

L’economia globale annusa la primavera, ma gli investitori restano cauti

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ALLOCAZIONE NEUTRALE

Sul fronte delle scelte di investimento, secondo Naumer “non sappiamo ancora se assisteremo ad una ripresa duratura dell’economia globale. Inoltre, il conflitto commerciale pesa sul sentiment degli investitori, tanto sui mercati finanziari quanto nell’economia reale”. Al momento le valutazioni sui mercati sono eterogenee: “alcune importanti asset class come le azioni e le obbligazioni governative Usa, ma anche i Bund tedeschi, appaiono onerose. Per contro, i titoli di alcuni Paesi emergenti presentano valutazioni più attraenti”. Per gli esperti di AllianzGI risulta quindi consigliabile un’allocazione nel complesso neutrale tra azioni e obbligazioni.

Blueplace / E+


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14 Giugno 2019
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