L’economia globale annusa la primavera, ma gli investitori restano cauti

di Redazione

Secondo Allianz Global Investors l’economia globale sta mandando segni di risveglio tardo-primaverili e nei prossimi mesi potrebbe restare aperta una finestra temporale interessante per gli asset a rischio

L’economia globale sta mandando segnali di risveglio tardo-primaverile, ma gli investitori reduci dal rally dei primi quattro mesi del 2019 restano scettici, anche perché sono convinti che l’avanzamento dei listini azionari globali sia stato alimentato da banche centrali passate a una politica molto accomodante che potrebbe addirittura preludere a una nuova svolta espansiva. Ad alimentare lo scetticismo dei mercati anche la dinamica degli utili aziendali, entrata in una fase di decelerazione. Un quadro che ha favorito il classico sell in May sulla spinta dei tweet lanciati da Trump sul negoziato commerciale con la Cina. Per convincere gli investitori quindi servirebbero segnali di risveglio degli indicatori congiunturali, oltre che una riduzione dell’incertezza geopolitica. Ma, secondo Ann-Katrin Petersen, Vice President, Global Economics & Strategy di Allianz Global Investors, proprio dal fronte dei dati stanno cominciando ad arrivare indicazioni positive.

UN’ECONOMIA GLOBALE CHE SI ISPIRA ALLA NATURA

Secondo l’esperta infatti, in un’economia globale che “si ispira sempre più alla natura”, ultimamente i principali indicatori anticipatori, tra cui gli indici dei responsabili degli acquisti globali, appaiono prossimi al punto di inversione. Petersen nota che in Cina, seconda economia mondiale, le misure fiscali e monetarie stanno finalmente iniziando ad avere effetto, con potenziali ricadute positive non solo in Asia ma anche sull’Area Euro nei paesi orientati all’export. Allo stesso tempo, occorre comunque considerare il recente rincaro del petrolio che potrebbe ripercuotersi sui consumi, sinora robusti grazie alla solidità del mercato del lavoro e all’aumento dei salari.

PROBABILITÀ DI RECESSIONE VICINA ANCORA MODESTE

Passando alla geopolitica, tweet trumpiani a parte si riscontra una certa distensione o anche una riduzione almeno temporanea dei rischi, come nel caso del rinvio del termine per la Brexit al 31 ottobre 2019. Ma, nota l’esperta, per le aziende manifatturiere dipendenti dalle esportazioni è fondamentale che i toni tra Washington e Pechino rimangano costruttivi, sia su Twitter che nelle sedi istituzionali, così da superare la fase di debolezza. La sintesi è che una nuova accelerazione congiunturale nel breve periodo sembra possibile, anche se la ripresa economica in atto ormai da quasi dieci anni ha probabilmente superato il picco e permangono rischi per la crescita a medio termine. I modelli previsionali a medio termine di AllianzGI indicano una probabilità di recessione di qui a un anno al 30-35%, mentre nei prossimi sei mesi il rischio scende al 6%.

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FINESTRA TEMPORALE APERTA NEI PROSSIMI MESI

Per le decisioni dell’investitore un temporaneo miglioramento dei dati macro non sarebbe sufficiente a mettere in discussione lo scenario di rallentamento di fine ciclo, e AllianzGI si aspetta tuttora un beta di mercato più moderato rispetto all’ultimo decennio, con oscillazioni più ampie. In tale scenario, l’allocazione attiva diversificata nelle diverse asset class e la selezione attiva dei titoli assumono un ruolo sempre più rilevante. Secondo la casa d’investimento i prossimi mesi potrebbero comunque rivelarsi una finestra temporale favorevole alle asset class rischiose, considerando sia l’atteggiamento più paziente delle autorità monetarie, sia il miglioramento del momentum sulla crescita, sia i rischi contenuti di recessione a breve, a fronte di un posizionamento ancora prudente degli investitori.




FinanciaLounge
7 Maggio 2019
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