Dolcetto o scherzetto? Cosa porterà Halloween sui mercati

di Fabrizio Arnhold

Secondo AllianzGI, la politica monetaria continuerà a sostenere la crescita complessiva a livello globale. In caso di riduzione dei rischi legati a Brexit e guerra commerciale, aumenterà il risk-on

Dolcetto o scherzetto? Halloween è alle porte, ma c’è ancora da capire se gli operatori del mercato avranno più motivi per festeggiare o per preoccuparsi. Occhi puntati sulla Brexit, sul cambio di guida al vertice della Bce e sui dazi commerciali. “Una Brexit ordinata il 31 ottobre è ormai poco probabile”, commenta Ann-Katrin Petersen, vice president, global economics & strategy di AllianzGI. “Regno Unito e Ue dovranno ancora confrontarsi sui loro rapporti futuri”. In altre parole: l’incertezza permane.

BREXIT VERSO LA PROROGA

Il Parlamento britannico non ha respinto l’accordo per l’uscita del premier Boris Johnson, ma i deputati hanno rifiutato le tempistiche di ratifica, con possibili nuove elezioni in vista. Serve, ancora un volta, più tempo. Lo scenario più verosimile “prospetta un’ulteriore proroga, probabilmente di tre mesi, al 31 gennaio 2020”, spiega Ann-Katrin Petersen. “Pertanto il primo capitolo dell’interminabile saga sull’uscita effettiva dall’Unione non è ancora concluso”.

BCE, L’ADDIO DI MARIO DRAGHI

Dopo 8 anni termina il mandato di Mario Draghi da presidente della Banca centrale europea. Nell’ultima riunione, giovedì scorso, non sono state prese decisioni significative sul fronte monetario. Sono stati resi noti nuovi particolari sul pacchetto di allentamento annunciato a settembre. “Tra le misure rientrano un taglio di 10 punti base del tasso di deposito, un rafforzamento della forward guidance e la controversa ripresa degli acquisti netti di asset a partire dal primo novembre”, si legge nel commento di AllianzGI. “L’impegno ad acquistare obbligazioni per 20 miliardi di euro al mese per un periodo indeterminato, indica la direzione che seguirà Christine Lagarde, dalla prima assemblea da presidente della Bce, in programma il 12 dicembre”.

DAZI, IN VISTA POSSIBILE ACCORDO

L’altro fronte aperto che agita i mercati riguarda la guerra dei dazi tra Usa e Cina. Il 16 e 17 novembre è in programma il vertice Apec: secondo il vicepresidente americano Mike Pence, Trump “resta ottimista sul fatto che non solo potremo completare la fase 1 ma che potremo proseguire su questioni strutturali”. Entro il 13 novembre, la Casa Bianca deciderà se aumentare i dazi sull’importazione di auto. In Europa ne risentirebbero maggiormente Germania, Regno Unito e Italia.

BANCHE CENTRALI, IL TAGLIO DEI TASSI

“Se da un lato ci aspettiamo che la politica monetaria continui a sostenere la crescita complessiva non solo nell’area Euro, negli Usa e in Giappone, a livello globale le banche centrali hanno ridotto i rispettivi tassi di riferimento in più di 40 occasioni in totale dall’inizio dell’anno – aggiunge Ann-Katrin Petersen – dall’altro, gli eventi delle prossime settimane potrebbero portare dolcetti ai mercati o giocare loro qualche scherzetto”. Negli Stati Uniti, si attende anche la decisione sui tassi che la Federal Reserve prenderà mercoledì prossimo. “Il mercato monetario Usa stima una probabilità del 90% circa un terzo taglio preventivo di 25 punti base, che porterebbe il corridoio target dei tassi Fed fund all’1,50-1,75%”, commenta la vice president di AllianzGI. Cosa aspettarci nelle prossime settimane? “In linea di massima, in caso di riduzione dei downside risk sul fronte politico, sarà probabile un aumento della propensione al rischio”. Diversamente, le richieste di misure fiscali si faranno più insistenti.

Maglara / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
25 Ottobre 2019
Partner
Top