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J.P.Morgan AM: ”Contesto 2023 difficile per l’economia, ma incoraggiante per i mercati”

Nell’outlook 2023 Maria Paola Toschi (J.P.Morgan Asset Management) spiega perché, dopo le correzioni del 2022, i mercati offrono un punto di ingresso unico e livelli di valutazione e rendimento interessanti

di Leo Campagna 15 Dicembre 2022 07:30
financialounge -  J.P. Morgan Asset Management Maria Paola Toschi mercati outlook 2023
financialounge -  J.P. Morgan Asset Management Maria Paola Toschi mercati outlook 2023

Nel 2023 la crescita rallenterà ma la recessione in cui cadranno alcuni Paesi sviluppati dovrebbe essere moderata. L’inflazione, che sta scendendo negli Stati Uniti, potrebbe essere più persistente in Europa e il trend di calo sarà comunque lento e graduale. Sono alcune delle conclusioni illustrate da Maria Paola Toschi, Global Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management nell’outlook 2023.

LO SCENARIO DI BASE PER IL 2023


Nello scenario di base per il prossimo anno, al quale viene assegnata una probabilità del 60%, i mercati sviluppati dovrebbero riuscire ad evitare una recessione profonda perché il settore immobiliare pur raffreddandosi non sembra essere accompagnato da particolari criticità sui mutui mentre le banche delle principali economie mondiali vantano una patrimonializzazione più robusta rispetto al 2008.

COSA FRENERA’ L’INFLAZIONE


In parallelo, la frenata dell’inflazione dovrebbe essere agevolata sia da un indebolimento del mercato del lavoro (senza tuttavia che siano raggiunte percentuali allarmanti di tassi di disoccupazione) e sia dall’allentamento delle pressioni sulla catena di approvvigionamento mondiale. Per quanto riguarda lo scenario internazionale, le tensioni geopolitiche restano elevate ma senza subire una escalation e le sanzioni economiche rimangono in vigore.

UN CONTESTO CHE TORNA FAVOREVOLE AL REDDITO FISSO


“In questo scenario” fa sapere Toschi “vediamo la Federal Reserve statunitense aumentare i tassi a circa il 5% per poi fermarsi mentre la BCE cessa gli aumenti intorno al 3%”. Un contesto che torna favorevole al reddito fisso. Infatti, dopo il brusco e significativo aumento dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali dei Paesi sviluppati, i rendimenti obbligazionari sono tornati interessanti e su livelli che non si vedevano da oltre un decennio.

FOCUS SULLE OBBLIGAZIONI SOCIETARIE DI BUONA QUALITA’


“I titoli di stato offrono ora rendimenti positivi mentre le obbligazioni societarie di buona qualità (rating investment grade) dovrebbero riuscire a offrire un extra rendimento rispetto ai governativi” specifica la Strategist di J.P.Morgan AM. Il calo dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi rende infatti le obbligazioni una fonte credibile di diversificazione e decorrelazione dei portafogli. Se il prossimo anno le banche centrali (in particolare Fed e BCE) arrestassero la spinta al rialzo dei tassi dopo aver effettuato gli ultimi aggiustamenti attesi per i primi mesi dell’anno, il rendimento per i titoli di stato detenuti dagli investitori potrebbe oscillare tra il 3% e il 5%.

VIEW MODERATAMENTE POSITIVA ANCHE SULL’AZIONARIO


Rendimenti moderatamente positivi attesi anche in ambito azionario dove il segmento value dovrebbe continuare a sovraperformare ma in misura minore rispetto al 2022. E’ vero, ammette Toschi, che potrebbero essere annunciate revisioni dei profitti aziendali al ribasso del 5% o del 10% ma, nonostante il recente rally di Borsa da fine settembre in poi, il differenziale tra le valutazioni azionarie e gli utili non si è ancora azzerato. “Seguiamo con particolare interesse i titoli azionari ad alto dividendo che, peraltro, evidenziano valutazioni molto basse” conclude la Global Market Strategist di J.P.Morgan Asset Management.
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