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Fidelity vede un 2023 ancora complicato sui mercati: ecco come difendersi

Nell'outlook per il prossimo anno Andrew McCaffery, Global CIO di Fidelity International, ritiene che lo scenario più probabile sia quello di un "hard landing" per le economie con inflazione e volatilità ancora protagonisti

di Antonio Cardarelli 29 Novembre 2022 10:17
financialounge -  Andrew McCaffery Fidelity International mercati outlook 2023
financialounge -  Andrew McCaffery Fidelity International mercati outlook 2023

Il 2022 è stato un anno caratterizzato da eventi imprevedibili, a cominciare dalla guerra in Ucraina, e la forza di questo e degli altri accadimenti si farà sentire anche nel 2023. Guardando l'anno dal punto di vista finanziario, la novità più rilevante è stata senz'altro il cambiamento delle banche centrali, che hanno spostato le politiche monetarie in modalità restrittiva. Ciò ha portato un nuovo regime sui mercati globali, in uno scenario caratterizzato da volatilità continua.

LE TENDENZE DOMINANTI


Queste tendenze saranno ancora presenti nel 2023 e potrebbero continuare a dominare i mercati, spiega Andrew McCaffery, Global CIO di Fidelity International. Per quanto riguarda l'inflazione, secondo McCaffery è probabile che nel 2023 rimanga elevata "ponendo fine all'era del denaro facile e aumentando il rischio che l'eccessivo irrigidimento da parte delle Banche centrali inneschi una recessione". Secondo l'esperto, i mercati vogliono credere che le Banche centrali cambino direzione per accompagnare le economie verso un soft landing. "Ma a nostro avviso, un hard landing rimane lo scenario più probabile nel 2023. La precedente regola del “whatever it takes” delle Banche Centrali durante la crisi finanziaria e la pandemia sta per finire, o è già finita", è l'opinione di McCaffery che si aspetta forti rialzi e pesanti inversioni di rotta fino a quando i mercati non assorbiranno fino in fondo tale scenario.

LE INSIDIE DEL DOLLARO FORTE


Secondo l'opinione dell'esperto di Fidelity International, se l'inflazione rimane al di sopra del 2% è difficile che i tassi possano stabilizzarsi a breve. Un altro fattore da tenere sotto controllo è il dollaro, che con la sua forza nel 2022 si è rivelato una zavorra per le altre economie. "Se la Fed continuerà ad alzare i tassi, un dollaro ancora più forte potrebbe accelerare l'inizio della recessione altrove. Al contrario, un netto cambiamento di direzione del dollaro potrebbe portare ampio sostegno e aumentare la liquidità complessiva delle economie in difficoltà", commenta McCaffery.

DIVERSIFICAZIONE GEOGRAFICA


La diversificazione geografica sarà un altro fattore chiave del 2023. Per esempio il Giappone, fa notare McCaffery, finora ha mantenuto una politica monetaria meno rigida, ma c'è il rischio di conseguenze indesiderate per lo yen. In Cina Fidelity International si aspetta una politica concentrata sul rilancio dell'economia attraverso investimenti in settori come tecnologie verdi e infrastrutture. Tuttavia, "la deglobalizzazione derivante dalla pandemia e dalle tensioni con gli Stati Uniti richiederà del tempo per farsi strada, ma è un tema destinato a crescere". Secondo McCaffery, dal punto di vista dell'asset allocation i mercati emergenti e i Paesi asiatici rappresentano la strada per aumentare la diversificazione, mentre la liquidità e i titoli investment grade di qualità offrono caratteristiche difensive.

TEMATICHE DI AMPIO RESPIRO


"Con l'aumento della dispersione dei rendimenti, gli investitori saranno in grado di selezionare elementi idiosincratici per i loro portafogli piuttosto che affidarsi ai trend dell'intero mercato per generare rendimenti. Dovrebbero inoltre iniziare a emergere opportunità tra i titoli guidati da tematiche di più lungo periodo come la decarbonizzazione e la reindustrializzazione, che potrebbero attirare l'attenzione degli investitori prima del tempo", conclude McCaffery.
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