Diversificare il portafoglio

Morgan Stanley IM: mercati a un punto di svolta ma restano incertezze

Jim Caron di Morgan Stanley IM analizza gli ultimi dati USA e le implicazioni per tassi e economia, con particolare attenzione alla costruzione di un portafoglio ‘protetto’ nel comparto del reddito fisso

di Virgilio Chelli 20 Novembre 2022 10:00

financialounge -  Jim Caron mercati Morgan Stanley Investment Management reddito fisso
Mercati e investitori si chiedono se il recente rally di Wall Street sia un nuovo rialzo ingannevole in un mercato che resta Orso o qualcosa di molto più importante. Jim Caron, portfolio manager and chief fixed income strategist di Morgan Stanley Investment Management cerca la risposta andando a guardare dentro i dati USA che segnalano il raffreddamento dell’inflazione, ricordando che le condizioni sul mercato del lavoro restano comunque tese, troppo ancora per far ritenere alla Fed che sia vicino l’obiettivo di far rientrare la corsa dei prezzi al consumo. Secondo Caron, comunque un rialzo di mezzo punto a dicembre da parte del Fomc resta più probabile di un altro aumento da 75 punti base.

IL PUJNTO DI ARRIVO DEI RIALZI DELLA FED


Il punto di arrivo della Fed potrebbe collocarsi tra il 4,75% e il 5,0% dei Fed Fund, il che implicherebbe un rendimento dei Treasury a 10 anni intorno al 4,25% con un margine di errore di un quarto di punto, e forse anche al 4%, che è appena sopra il livello attuale. Secondo Caron alla fine del ciclo attuale la Fed potrebbe decidere di mantenere i tassi invariati per circa 12 mesi. I rendimenti a lungo termine saranno influenzati anche dalla traiettoria della crescita, e in caso di recessione accentuate potrebbero scendere rapidamente. Per questo il suo consiglio agli investitori nel reddito fisso è prima di tutto proteggersi nei confronti della recessione.

POSSIBILE UN ATTERRAGGIO MORBIDO


La direzione fino a prima degli ultimi dati sembrava quella di un atterraggio ‘duro’ dell’economia americana, ma ora con l’inflazione in rallentamento che potrebbe indurre la Fed a maggior cautela, si apre la prospettiva di un possibile atterraggio ‘morbido’ secondo Caron. Bisogna però tenere conto che la componente dei servizi nella crescita dei prezzi al consumo resta resistente, il che insieme a un mercato del lavoro che resta teso limita le possibilità di allentamento della Fed.

MIGLIORATI I FONDAMENTALI DEL CREDITO


In ogni caso i mercati del credito mostrano un miglioramento, i rischi di default sono contenuti così come le possibilità di deterioramento dei fondamentali. I rendimenti dei bond Investment Grade sono molto attraenti così come quelli degli High Yield, a fronte di valutazioni ragionevoli. Anche i tassi dei mutui immobiliari dovrebbero raffreddarsi con un rischio più contenuto di costo del denaro in continuo aumento, mentre anche i prezzi delle abitazioni vanno in direzione di una normalizzazione. Tutti fattori positivi, anche se restano rischi ed è troppo presto per dichiarare che il premio richiesto per correrli debba scendere.

LA CORRELAZIONE TRA OBBLIGAZIONI E AZIONI


Il problema del 2022 è che bond e azioni si sono mossi nella stessa direzione con una correlazione inusuale, e questo rappresenta un rischio perché rende molto difficile la diversificazione di portafoglio. Una soluzione nel reddito fisso può essere un bilanciamento della duration con esposizione sulle due estremità della curva delle scadenze, il che fornisce anche protezione rispetto ai rialzi dei tassi della Fed. Secondo Caron la curva dei rendimenti resterà invertita per qualche tempo e potrebbe anche accentuare l’inversione, nel caso che la stretta della Fed inducesse una recessione significativa.

INVERSIONE DELLA CURVA GIÀ AL PICCO


L'esperto di Morgan Stanley IM non lo ritiene probabile e pensa che abbia già raggiunto il picco e sia destinata a muoversi in range. Se alla fine la Fed verso fine 2023 invertisse la marcia e iniziasse a tagliere i tassi il rendimento del T-bond a 10 potrebbe tenersi intorno al 4% e la scadenza a 2 anni potrebbe scendere al 3,5%. Anche in questo caso le strategie ‘a bilanciere’ sarebbero appropriate, consentendo la costruzione di portafogli meno rischiosi. In ogni caso il mercato è a un punto di svolta, e bisogna tener presenti molti fattori, anche di tipo tecnico, conclude Caron.

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