Mercati azionari

Improbabile che il recente rally dei mercati duri nel tempo, LGIM spiega perché

Christopher Jeffery, Head of Inflation and Rates Strategy, e Lars Kreckel, Global Equity Strategist, spiegano che la recessione vicina inciderà sugli utili societari rafforzando l’idea che l’azionario abbia raggiunto il picco

di Virgilio Chelli 16 Novembre 2022 12:41
financialounge -  Christopher Jeffery Lars Kreckel Legal & General Investment Management mercati
financialounge -  Christopher Jeffery Lars Kreckel Legal & General Investment Management mercati

Dopo il rallentamento dell’inflazione USA il mercato è partito in rally nella speranza che il ciclo dei rialzi della Fed sia vicino al termine. Ma visto lo scenario recessivo sempre più probabile, ci si chiede se le prospettive delle imprese possano rovinare l’ottimismo degli investitori. In particolare, LGIM si chiede in un commento di Christopher Jeffery, Head of Inflation and Rates Strategy, e Lars Kreckel, Global Equity Strategist, il minimo scarto del dato USA, seppur positivo, sia sufficiente a giustificare l’euforia. Due sentimenti molto potenti hanno preso il sopravvento: il sollievo e la speranza.

ULTIMI 12 MESI PARCHI DI SODDISFAZIONI


Gli investitori si permettono di ‘sognare’ il sollievo dopo che l’indice dei prezzi al consumo core Usa ha superato le stime 8 volte nelle ultime 12 previsioni. I mercati si sono abituati a vedere le stime disattese e quindi anche una piccola flessione ha portato grande euforia. Inoltre, osservano gli esperti di LGIM, gli ultimi 12 mesi sono stati particolarmente parchi di soddisfazioni e ora gli investitori possono permettersi di sperare che il peggio sia passato.

NON E’ IL MOMENTO DI SPOSTARSI SUGLI ASSET A RISCHIO


Ma, osservano Jeffery e Kreckel, anche se adesso riteniamo che quel momento sia sempre più vicino, non significa che dobbiamo spostarci fortemente verso gli asset più rischiosi in vista di una forte crescita entro fine dell’anno, “o si rischia che questa speranza ci uccida”. I due esperti di LGIM ritengono che, nonostante il recente rally, l’entrata in recessione sia ancora molto probabile e il suo avvicinarsi di questa rafforzerà l’idea che i rendimenti azionari abbiano raggiunto il picco e farà sorgere dei dubbi sulle prospettive delle stesse società quotate.

PREVISIONI SOCIETARIE PIU’ PESSIMISTE


È probabile invece che la reazione positiva dei mercati sarà più duratura nell’obbligazionario. Inoltre, con la stagione delle trimestrali in conclusione, le previsioni stanno diventando più pessimiste, e LGIM prevede una crescita degli utili che nel 2023 si fermerà al 4%, con il trend di crescita destinato a esaurirsi sul finire del 2022. Inoltre, moltissime imprese di qualsiasi settore non sono riuscite a raggiungere gli obiettivi che del terzo trimestre, con le big tech nel ruolo delle maggiori protagoniste in negativo.

DEBOLEZZA DEGLI UTILI PER CAUSE MACRO


Non a caso, dopo le ultime trimestrali, LGIM ha dovuto rivedere al ribasso le stime per i comparti tecnologico, finanziario e industriale per un range compreso tra il 12% e il 15%. Solamente le stime per i comparti non ciclici sono rimaste pressoché inalterate, mentre quelle del settore energetico sono cresciute notevolmente. In totale, il 71% delle previsioni societarie è stato ridimensionato, evidenziando che la debolezza degli utili è un problema troppo esteso per essere idiosincratico e che è molto più probabile che dipenda da fattori macroeconomici.
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