L'analisi

Neuberger Berman: cautela sulle azioni, inflazione ancora troppo alta

Joseph V. Amato, President and Chief Investment Officer—Equities, analizza il calo dei big tech USA e sottolinea la tenuta di alcuni grandi titoli ciclici. Ma l’incertezza continua a pesare sul mercato azionario

di Virgilio Chelli 3 Novembre 2022 19:00
financialounge -  inflazione investimenti Joseph A. Amato Neuberger Berman
financialounge -  inflazione investimenti Joseph A. Amato Neuberger Berman

Le delusioni sul fronte degli utili aziendali segnalano un indebolimento dell’economia e un allentamento delle pressioni inflazionistiche che potrebbero porre fine a una fase spaventosa per i mercati, o potrebbero esserci altri colpi di scena? Neuberger Berman, nelle Prospettive settimanali del CIO titolate e firmate da Joseph V. Amato, President and Chief Investment Officer—Equities, si chiede se “l’Incubo” a Wall Street stia per finire. Con i rally di luglio e agosto, i mercati azionari hanno cantato vittoria troppo presto, perché il mostro dell’inflazione è venuto allo scoperto. Ma sono arrivati anche segnali di peggioramento dei dati economici e dai risultati contrastanti degli utili del terzo trimestre da parte di alcune importanti società statunitensi.

ECONOMIA USA ANCORA RESILIENTE


Se esaminati più da vicino, sottolinea Amato sembrano rivelare un’economia USA ancora resiliente, il che mette la Fed di fronte a un vero e proprio dilemma, vale a dire se continuare a fare pressione fino a piegare l’economia o cambiare strategia. Una delle principali sfide del momento è l’estrema divergenza tra crescita economica nominale e reale, che diventa altrettanto visibile nelle stime degli utili aziendali. Se per fronteggiare un’inflazione così ostile servisse una recessione, e le stime sugli utili dell’indice S&P 500 per il 2023 scendessero del 15%, in linea con la flessione media delle recessioni post-belliche, questo lascerebbe presagire ulteriori ribassi azionari.

POSSIBILE CAMBIO DI PASSO DELLE POLITICHE MONETARIE


Ma potrebbe anche portare ad un cambio di passo delle politiche monetarie, consentendo di scontare un rallentamento più moderato, e di identificare più chiaramente vincitori e vinti lasciandosi alle spalle, almeno in parte, la volatilità del 2022. Quindi diventa importante interpretare gli utili finora usciti del terzo trimestre. Un dato importante che secondo Amato è emerso riguarda la crescente dispersione tra le scarse performance delle società tecnologiche e la resilienza di altri settori ciclici. Con il 50% delle società dello S&P 500 che ha comunicato i risultati, gli utili per azione nei settori tecnologico e dei servizi di comunicazione sono scesi sensibilmente mentre sono saliti nei beni industriali e di consumo discrezionali, nonostante il calo nell’e-commerce.

LA FORZA DEI CICLICI, I CASI DI CATERPILLAR E HONEYWELL


Proprio dai settori ciclici che dovrebbero subire di più l’indebolimento dell’economia, arrivano segnali di forza, come nei casi di Caterpillar e Honeywell, coerenti con la crescita del PIL che nel terzo trimestre è cresciuto in USA più del previsto al 2,6%. Un trend simile è riscontrabile nella significativa sovraperformance evidenziata finora dagli utili delle azioni di Europa, Australasia e Far East, rispetto aallo S&P 500, più esposto al settore tecnologico. Quando si analizzano in dettaglio le deludenti trimestrali dei cinque big tech USA, la debolezza dell’economia non sembra essere l’unica causa dei problemi, sottolinea Amato.

COSA HA PESATO SUI BIG TECH


Su Alphabet ha pesato la crescita minore del previsto dei ricavi pubblicitari, anche Meta è stata pesantemente punita per la stessa ragione, Microsoft, pur battendo le stime, ha fornito prospettive deludenti sulla futura crescita del Cloud, Amazon è caduta su prospettive deludenti nel periodo natalizio. La concorrente Shopify ha però messo a segno un significativo rialzo, grazie agli investimenti in logistica. Apple infine, forse la più sensibile all’andamento dei consumi ha battuto le stime nonostante il dollaro forte e i lockdown in Cina, grazie alla robusta domanda di iPhone 14 e dei servizi Apple TV e Apple Music.

DIFFICOLTÀ LEGATE ALL’INFLAZIONE


Amato sottolinea che le delusioni sul fronte degli utili da parte di importanti aziende hanno a che vedere sia con le eccezionali performance del settore tecnologico nel 2020 e nel 2021, sia con la generale debolezza economica che potrebbe far presagire un rallentamento dell’inflazione. Le debolezze, più in generale, rispecchiano difficoltà legate più all’inflazione che alla domanda. Benché gli utili siano ancora in aumento, i margini di profitto si sono notevolmente contratti.

PER ORA CAUTELA, NON DARE PER SCONTATO CHE INFLAZIONE E RIBASSI SIANO FINITI


Da qui che deriva, secondo l’analisi di Neuberger Berman, l’incertezza per i mercati azionari. L’attuale volatilità, compresi i rally potenzialmente ingannevoli, rispecchia quest’incertezza. L’arrivo di altri dati sugli utili e di ulteriori indicazioni da parte delle società dovrebbero contribuire a chiarire lo scenario, ma per ora Amato propende per la cautela e preferisce non dare per scontato che “i mostri dell’inflazione e dei mercati ribassisti” siano già stati sconfitti.
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