Mercati e asset allocation

Generali Investments: i Treasury USA sono un bene rifugio migliore rispetto ai Bund

Nel momento in cui la Fed adotterà un approccio meno aggressivo si potrebbe pensare agli asset rischiosi in modo positivo ma secondo Michele Morganti (Generali Insurance AM) è ancora prematuro

di Redazione 19 Ottobre 2022 12:27
financialounge -  Generali Insurance AM Generali Investments Michele Morganti
financialounge -  Generali Insurance AM Generali Investments Michele Morganti

La prudenza continua ad essere un fattore chiave nella gestione del portafoglio. Lo ribadisce Michele Morganti, Senior Strategist di Generali Insurance Asset Management, parte dell’ecosistema di Generali Investments, secondo il quale, nonostante nelle ultime settimane siano stati toccati i minimi dell’anno, i mercati globali restano presi tra due fuochi incrociati. Da una parte l’inasprimento delle politiche monetarie ad opera delle banche centrali, disposte a fare tutto il necessario per domare la persistente inflazione. Dall’altra, la crisi energetica europea.

LA RECESSIONE IN EUROPA E’ ORMAI QUASI INEVITABILE


La recessione in Europa, secondo Morganti, è ormai quasi inevitabile e dipenderà dalle temperature invernali. Passato l’inverno l’Europa sarà comunque esposta ad un marcato svantaggio competitivo sul piano energetico che preoccupa in quanto potrebbe persistere a lungo. Tuttavia, secondo l'esperto di Generali Insurance Asset Management queste cattive notizie non sembrano pienamente scontate nei prezzi di mercati.

ASPETTATIVE SUGLI UTILI ANCORA TROPPO ALTE


Sull'azionario Morganti segnala che l’indice S&P 500, scambiato attualmente a 16 volte i profitti attesi per i prossimi 12 mesi è certamente lontano dal picco del ciclo (pari a 22 volte i profitti). Tuttavia nel passato, durante i periodi di stress economico, abbiamo raggiunto spesso livelli di  10-14 volte. Inoltre, le aspettative sugli utili appaiono troppo alte. Per quanto riguarda i titoli di Stato, al momento l'esperto reputa i Treasury Usa un bene rifugio migliore dei bund tedeschi alla luce del più ampio sostegno fiscale in Germania. Attenzione poi alla tentazione, per i governi, di voler proteggere imprese e consumatori dai prezzi elevati dell’energia, perché un audace stimolo fiscale in un periodo di crisi inflazionistica non è mai una buona idea, come insegna quanto accaduto nel Regno Unito.

FOCUS SUL CAMBIO DI REGISTRO DELLA FED


Quali dunque i suggerimenti operativi in termini di asset allocation? Secondo Morganti è ancora prematuro posizionarsi su asset rischiosi perché le incognite in ballo sono ancora troppe, a cominciare dalla Fed e dalla guerra. Per ora il manager rimane abbondante di cash e sottopesato sull’azionario e sull’high yield.

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