L'apertura dei mercati

Borse deboli nel giorno dell'inflazione Usa

In giornata la pubblicazione del dato sull'inflazione di settembre, intanto in Germania l'aumento del carovita tocca i massimi da 70 anni. Dai verbali Fed non si vedono passi indietro sui tassi, a Piazza Affari accordo sull'aumento di capitale Mps

di Antonio Cardarelli 13 Ottobre 2022 09:15
financialounge -  Borse europee mercati Piazza Affari
financialounge -  Borse europee mercati Piazza Affari

Partenza in calo per tutti i listini europei nella penultima seduta della settimana. Il Ftse Mib di Piazza Affari perde lo 0,2% e prova a raggiungere la parità mentre lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è stabile (245 punti) nella giornata della prima votazione per i presidenti di Camera e Senato. Faticano in avvio anche i listini di Francoforte (-0,2%) e Londra (-0,4%).

VERBALI FED


Nella giornata di ieri, mercoledì 12 ottobre, la Federal Reserve ha pubblicato i verbali dell'ultima riunione. Dai colloqui emerge la volontà di proseguire con il rialzo dei tassi di interesse perché, secondo i banchieri, il costo di una politica monetaria non abbastanza restrittiva è superiore a quello di un'eventuale politica troppo restrittiva. Anche a novembre, dunque, il rialzo dei tassi dovrebbe essere di 75 punti base: si tratterebbe del quinto consecutivo.

ATTESA PER L'INFLAZIONE USA


La decisione della banca centrale americana sui tassi è strettamente legata al dato sull'inflazione Usa. Oggi verrà pubblicato il dato di settembre e l'inflazione "core", cioè depurata da beni energetici e alimentari, è atteso in calo al 5,4%, almeno secondo l'ultimo sondaggio condotto dalla Federal Reserve. Ieri sono stati pubblicati i prezzi alla produzione americani di settembre, che hanno battuto le attese con rialzi mensili e annuali dello 0,4% e dell'8,5%. Intanto, in tema di inflazione, in Germania il carovita è aumentato del 10% rispetto all'anno prima, ai massimi dal 1951.

SPETTRO RECESSIONE


Lo spettro che si nasconde dietro al rialzo dei tassi di interesse si chiama recessione. Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale parlano di elevata probabilità di vedere due terzi delle economie mondiali in recessione nel 2023. Intervistato dalla Cnn, anche il presidente americano Joe Biden ha parlato di recessione spiegando che "anche se dovesse arrivare sarà molto lieve".

MPS, ACCORDO SU AUMENTO CAPITALE


A Piazza Affari arriva la notizia dell'accordo trovato sull'aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro del Monte dei Paschi di Siena. Le otto banche del consorzio si impegnato a garantire 807 milioni dell'aumento, quasi la totalità dell'impegno di 900 milioni chiesto agli investitori di mercato. Si aggiunge a sorpresa nel consorzio Algebris come garante per una quota di 50 milioni. In avvio di seduta il titolo guadagna oltre 3 punti percentuali.

ASIA IN ROSSO


Intanto sui listini asiatici seduta debole per la Borsa di Tokyo dove l'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso in calo dello 0,6% a 26.237. Tra i titoli continua a guadagnare Toshiba (+7,6% a 5.523 yen) che avrebbe indicato un consorzio di società giapponesi guidato dal fondo Japan Industrial Partners (JIP) come candidato "preferito" per la sua acquisizione. In calo Hang Seng di Hong Kong (-1,2%) e Shanghai (-0,3%) quando manca poco alla chiusura.

VALUTARIO E ENERGIA


Sul valutario l'euro continua a faticare contro il dollaro e scambia a 0,9701 da 0,9723 ieri in chiusura. La sterlina vale 1,1072 dollari (da 1,0971 ieri in chiusura). Sul fronte energetico, poco mosso il prezzo del petrolio: il future novembre sul Wti è invariato a 87,27 dollari al barile, mentre la consegna dicembre sul Brent si attesta a 92,53 dollari (+0,09%). Oro sostanzialmente stabile a 1.674 dollari l'oncia.
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