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Amundi cerca rendimenti e protezione in una fase di rallentamento congiunturale

Gli esperti di Amundi reputano ora i rendimenti obbligazionari più interessanti ma consigliano prudenza nell’azionario e propendono per un approccio diversificato riguardo agli attivi reali (materie prime e oro).

di Leo Campagna 13 Ottobre 2022 19:00
financialounge -  Amundi inflazione investimenti obbligazionario
financialounge -  Amundi inflazione investimenti obbligazionario

Un rallentamento dell’inflazione negli Stati Uniti ma su livelli ben al di sopra degli obiettivi della Federal Reserve nel breve termine, con le banche centrali, tra cui quella USA e la Bce, che mantengono un assetto restrittivo. E’ questo lo scenario disegnato dagli esperti di Amundi secondo i quali l’outlook economico potrebbe peggiorare.

I TITOLI DI STATO POSSONO FORNIRE UNA CERTA PROTEZIONE


“Gli Stati Uniti devono affrontare un periodo prolungato di crescita inferiore alla media e le prospettive per la zona dell’Euro appaiono più difficili, aggravate dalla crisi energetica in corso: la volatilità sarà un tratto costante dei mercati” riferiscono i manager di Amundi. I quali, alla luce delle interessanti valutazioni dei Treasury decennali, ritengono che i titoli di Stato possano fornire una certa protezione. Occorre, al contempo, mantenere un approccio attivo che preveda anche mosse tattiche in un contesto di tassi d’interesse più alti per un periodo più lungo.

QUADRO POSITIVO PER LE OBBLIGAZIONI INVESTMENT GRADE


In quest’ottica, reputano positivo il quadro complessivo relativo ai segmenti di elevata qualità, come le obbligazioni societarie Investment Grade (IG) USA. Maggiore prudenza, invece, per il segmento high yield. “Nell’ambito dell’IG, la crescita del debito e la leva finanziaria sembrano sotto controllo e i margini aziendali sono robusti nonostante le pressioni rialziste sui costi. Tuttavia, con i profitti societari in via di peggioramento, la contrazione della liquidità potrebbe rappresentare in futuro motivo di preoccupazione, penalizzando soprattutto gli emittenti con un basso rating e le obbligazioni societarie high yield, che potrebbero erodere le loro riserve proprio mentre diventerà più difficile raccogliere debito” spiegano i professionisti di Amundi.

POSSIBILI REVISIONI AL RIBASSO PER LE STIME DEI PROFITTI AZIENDALI


Riguardo alle azioni, le stime sui profitti negli Stati Uniti e in Europa non sembrano riflettere totalmente il peggioramento del contesto economico. “Ci aspettiamo revisioni al ribasso e questo ci rende cauti sull’equity privilegiando la qualità, i titoli value e quelli che premiano gli azionisti attraverso i dividendi. Gli Stati Uniti dovrebbero registrare una performance migliore dell’Europa, mentre ora siamo neutrali sulla Cina e seguiamo con attenzione l'evoluzione della sua politica di tolleranza zero sul Covid e quella sul settore immobiliare. Infine, sebbene la dinamica della crescita dei mercati emergenti sia leggermente migliorata, occorre restare selettivi perché l’inflazione è alta” argomentano gli esperti di Amundi.

LE BANCHE CENTRALI RIDURRANNO LO SLANCIO DELL’ECONOMIA


La sensazione è che lo scenario prossimo possa dipendere da quanto le banche centrali siano disposte a mantenere il piede sul freno delle economie pur di riportare l’inflazione sotto controllo, tenendo inoltre conto del fatto che i driver della congiuntura sono diversi negli Stati Uniti e in Europa. Resta il fatto che le banche centrali ridurranno lo slancio economico, penalizzando i titoli più vulnerabili nell’azionario e nel credito.

UN APPROCCIO DIVERSIFICATO AGLI ATTIVI REALI


“Riteniamo che le obbligazioni e il credito di qualità elevata siano ora da mantenere nei portafogli mentre è opportuno un approccio diversificato riguardo agli attivi reali (materie prime, oro). Vanno cercati rendimenti nelle aree che possono offrire protezione in un contesto di rallentamento congiunturale e, al contempo, fornire rendimenti corretti per l’inflazione” concludono i manager di Amundi.
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