Lo studio

Strategie obbligazionarie: verso un approccio bilanciato tra attivo e passivo

L’indagine di State Street Global Advisors segnala che gli investitori intendono capitalizzare il rialzo dei rendimenti obbligazionari orientandosi verso strategie indicizzate e alternative a governativi e corporate

di Leo Campagna 11 Ottobre 2022 12:57

financialounge -  Gaurav Mallik obbligazionario State Street Global Advisors
Il significativo aumento dei rendimenti nel settore obbligazionario sta spingendo gli investitori verso un equilibrio tra rischio e rendimento nei loro portafogli . Una tendenza che vede molti investitori aggiungere, alle allocazioni sul debito governativo e societario, posizioni nel credito privato e mostrare interesse verso nuovi approcci sistematici alle obbligazioni per contrastare l'impatto dell'aumento dei prezzi.

L’INDAGINE ‘THE FUTURE OF THE FIXED INCOME’


A rivelarlo è l’indagine globale The Future of Fixed Income condotta da State Street Global Advisors, la divisione di asset management di State Street Corporation, su 700 fondi pensione, endowment, fondazioni e fondi sovrani, oltre che su gestori patrimoniali e asset manager.

È IL MOMENTO DI FARE SCELTE STRATEGICHE


“È il momento di fare scelte strategiche per gli investitori istituzionali che stanno trovando sempre maggiori opportunità per associare asset privati con esposizioni liquide negoziate in Borsa” fa sapere Gaurav Mallik, chief investment strategist di State Street Global Advisors. Allo stesso tempo, sale l’attenzione alle commissioni di gestione e alla maggiore trasparenza che spinge gli investitori a scegliere i prodotti indicizzati come strumento per ottenere un accesso efficiente a settori interessanti al fine anche di garantirsi un approccio bilanciato tra attivo e passivo.

OTTIMIZZARE L’ASSET ALLOCATION E LA LIQUIDITÀ DI PORTAFOGLIO


“È in sensibile aumento il ritmo con il quale gli investitori istituzionali scelgono gli ETF obbligazionari attivi e passivi al fine di ottimizzare l’asset allocation e la liquidità dei loro portafogli in questo difficile contesto di mercato” commenta Bill Ahmuty, Head of SPDR fixed income group di State Street Global Advisors. Tuttavia, secondo il manager, i gestori attivi dispongono ancora di opportunità per creare valore aggiunto, soprattutto per chi ha una profonda conoscenza del settore e specifiche competenze creditizie.

FOCUS SULLA DURATION


Tornando all’indagine di State Street Global Advisors, si nota come gli intervistati, attenti ad esaminare la giusta duration di portafoglio, risultino particolarmente interessati ad aumentare le allocazioni in prestiti bancari (51%) e in obbligazioni indicizzate all’inflazione (42%) nei prossimi 12 mesi. Negli ultimi 9 mesi, il 31% degli investitori ha ridotto le proprie allocazioni nell’obbligazionario tradizionale a favore di strumenti alternativi e un ulteriore 29% ha dichiarato di avere intenzione di farlo nei prossimi 12 mesi.

LE STRATEGIE SISTEMATICHE


Al contrario, sempre negli ultimi 9 mesi, soltanto il 14% degli intervistati a livello globale ha aumentato le proprie allocazioni nell’obbligazionario mentre un 19% dichiara di essere disposto ad aumentarle nel corso del prossimo anno. Acquisiscono sempre più spazio i nuovi approcci basati sui dati per l’obbligazionario attraverso strategie sistematiche: il 59% degli investitori interessati a queste strategie dichiara di volerle utilizzare per sostituire le strategie attive esistenti.

CRESCE L’INTERESSE PER GLI STRUMENTI INDICIZZATI


Dall’indagine di State Street Global Advisors è arrivata la conferma che la gestione attiva non è più la scelta predefinita per gli investitori nel mercato obbligazionario: il 37% degli intervistati ha rivelato che più del 20% del proprio portafoglio obbligazionario è allocato in strategie indicizzate, percentuale che balza al 57% per gli investitori di maggiori dimensioni, ovvero quelli con AUM superiori a 10 miliardi di dollari.

ATTENZIONE ALL’ESG


Inoltre fra coloro che si propongono di adottare dei cambiamenti in portafoglio il 14% afferma che aumenterà significativamente la propria allocazione complessiva nell’obbligazionario in strategie indicizzate mentre solo il 10% lo farà nelle strategie attive. Infine, in cima all’agenda fixed income per alcuni investitori figura l’interesse per i principi ambientali, sociali e governance (ESG) anche al di sopra della gestione degli effetti dell’inflazione e del rialzo dei tassi d’interesse. Il 39% degli intervistati afferma infatti che la piena integrazione dei criteri ESG è la priorità più importante da affrontare nelle proprie allocazioni nell’obbligazionario nei prossimi 12 mesi.

Trending