Asset allocation

Perché AXA IM preferisce l’America

Alessandro Tentori (AXA IM Italia) analizza i molteplici tasselli del grande puzzle economico e geopolitico e vede gli USA più avanti di sei mesi nella stretta monetaria e con un’inflazione da domanda meno difficile da domare

di Leo Campagna 7 Ottobre 2022 15:06

financialounge -  Alessandro Tentori Axa Im azionario investimenti
In questo autunno sempre più complesso dove si dovrebbero orientare gli investitori? Secondo Alessandro Tentori, Chief Investment Officer di AXA IM Italia dovrebbero preferire gli Stati Uniti, più avanti di sei mesi nella stretta monetaria e con un’inflazione da domanda meno difficile da domare. L’Europa, al contrario, continua a subire i contraccolpi della guerra in Ucraina che ne aumentano la fragilità, la frammentazione e il deficit commerciale, mentre una recessione sembra ormai inevitabile.

LE ELEZIONI DI MID TERM NEGLI USA


Le conclusioni di Tentori sono frutto della sua analisi sui molteplici tasselli del grande puzzle geopolitico che si sta componendo in questo autunno caldo per economia e mercati. Il primo dei quali riguarda le cosiddette elezioni di “mid term” del prossimo 8 novembre negli Stati Uniti. “Un voto politicamente importante perché rappresenta un giudizio della nazione sulla prima metà del mandato del presidente” fa sapere il manager. L’attuale presidente, Joe Biden, i cui consensi sono in ripresa (anche se non particolarmente alti), ha puntato molto sulla vendita di scorte strategiche di petrolio americano, per abbassare il prezzo dei carburanti, da sempre termometro importante della “pancia” dell’elettore medio.

LE SCORTE PETROLIFERE STRATEGICHE DEGLI STATI UNITI


“Il prezzo della benzina è sceso dai 5,5 dollari al gallone di metà giugno ai 4,35 dollari attuali, livello comunque alto rispetto alla media storica ma più ragionevole. Ha tuttavia dovuto liquidare le scorte strategiche petrolifere degli Stati Uniti, accumulate in decenni, che ora sono quasi azzerate. Andranno ricostituite in fretta, viste le tensioni con Russia e Cina” specifica Tentori. Secondo il manager anche stretta monetaria senza precedenti della Fed a difesa del potere d’acquisto del consumatore americano è in linea con l’obiettivo di frenare al più presto il carovita. In un secondo momento, è sempre possibile varare un piano di sostegno a un’economia in frenata, ma comunque sostenuta da un mercato del lavoro ancora tonico.

IL CONGRESSO DEL PARTITO COMUNISTA CINESE


Ad ogni modo, secondo il manager di AXA IM, se il partito di Biden venisse sconfitto, non si dovrebbero registrare cambi di rotta significativi sulla politica estera e su quella economica mentre le conseguenze si sentirebbero soprattutto sulla politica interna statunitense. Allargando l’orizzonte, il 16 ottobre si terrà il congresso del partito comunista cinese, in cui Xi Jinping potrebbe essere confermato come segretario generale. “Hong Kong ha appena deciso di cancellare la quarantena da Covid, una mossa che potrebbe essere replicata da Pechino e che rappresenterebbe un toccasana per la Cina” riferisce Tentori.

RISCHIO DI RECESSIONE PESANTE IN GERMANIA


In Europa, invece, il conflitto in Ucraina delinea una recessione che, secondo Deutsche Bank, sarebbe pesante il prossimo anno in Germania. Il problema è che l’inflazione europea è per due terzi causata dall’offerta (ovvero legata soprattutto ai costi delle materie prime e delle catene di approvvigionamento globali) e solo per un terzo dalla domanda mentre negli Stati Uniti questo squilibrio è invertito.

LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO IN ITALIA


In questo difficile contesto Giorgia Meloni, alle prese con la formazione del nuovo governo, farà tesoro della recente esperienza britannica, dove l’annuncio di un piano straordinario di stimoli economici ha registrato un’ondata di vendite sui titoli di Stato inglesi. “Meglio non inimicarsi l’Europa e garantire che l’enorme flusso di finanziamenti provenienti da Bruxelles e legati al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) non si interrompa. In caso contrario l’Italia rischierebbe di fare i conti sono soltanto con l’aumento dei tassi d’interesse e di una recessione alle porte ma anche con rating, spread, sostenibilità del debito e finanze pubbliche” conclude il CIO di AXA IM Italia.

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