La giornata sui mercati

Borse Ue ancora deboli dopo le mosse aggressive delle banche centrali

Avvio in territorio negativo per i listini del Vecchio Continente, prevalgono i timori per i rischi di recessione, dopo la stretta monetaria delle banche centrali per limitare l’inflazione. Gas e petrolio in calo

di Fabrizio Arnhold 23 Settembre 2022 09:18
financialounge -  banche centrali borse inflazione mercati
financialounge -  banche centrali borse inflazione mercati

 

Le Borse europee iniziano l’ultima seduta della settimana all’insegna della prudenza, restano i timori per il rischio di recessione, aumentato dopo la stretta monetaria della banche centrali, nel tentativo di limitare l’inflazione. A Milano il Ftse Mib apre a -0,37%, il Dax di Francoforte a -0,23%, il Cac 40 di Parigi a -0,32%, l’Ibex 35 di Madrid a -0,26% e il Ftse 100 di Londra a -0,04%.

NON SOLO LA FED


La scelta di alzare i tassi di interesse non ha riguardato solo la banca centrale americana, che ha ritoccato i tassi al rialzo di 75 punti base, ma questa settimana è toccato anche a Svezia, Norvegia e Regno Unito. Gli investitori temono che una politica estremamente aggressiva e più rapida delle attese possa aumentare significativamente i rischi di recessione.

ULTIMA SEDUTA A PIAZZA AFFARI PRIMA DEL VOTO


Domenica seggi aperti per le elezioni politiche e per Piazza Affari, quella di oggi, sarà l’ultima seduta prima del voto. Giornata ricca anche dal punto di vista macro, a partire dagli indici Pmi a settembre di Francia, Germania, Eurozona e Gran Bretagna. Dagli Usa, invece, si attendono i dati dell’indice Markit Pmi Servizi preliminare di settembre e, infine, in Germania è in programma la revisione del rating di S&P.

GAS E PETROLIO IN CALO


Scende il prezzo del petrolio, con il Wti in calo dello 0,25% a 83,28 dollari al barile e il Brent a 90,25 dollari al barile (-0,23%). Per il gas apertura in calo a 183 euro (-2%), euro sempre debole e sui minimi col dollaro a 0,982, sui valori del precedente closing. Lo spread apre in rialzo a 220 punti base, il rendimento annuo italiano sale di 1,8 punti al 4,173%.
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