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Vontobel: per Fed e BCE combattere l’inflazione viene prima della crescita, ecco come proteggersi

Gianluca Ungari, Head of Portfolio Management Italy di Vontobel, spiega che le azioni europee presentano più rischi rispetto a quelle USA, mentre le obbligazioni governative a breve possono offrire un certo riparo

di Virgilio Chelli 6 Settembre 2022 07:55
financialounge -  BCE Federal Reserve Gianluca Ungari Morning News
financialounge -  BCE Federal Reserve Gianluca Ungari Morning News

La priorità della Fed è abbattere l'inflazione più che mantenere a galla la crescita. Gli ultimi dati sull’occupazione negli USA hanno rivelato che il mercato del lavoro rimane solido. Per gli investitori, significa che la Fed manterrà la rotta e che è il momento di concentrarsi sul rischio nella costruzione del portafoglio ricorrendo ad asset che offrano riparo da volatilità più elevata, dato che i mercati saranno probabilmente alle prese con maggiore incertezza nel passaggio a quello che potrebbe essere un nuovo paradigma di mercato.

LA FED NON ABBASSERÀ I TASSI NEL 2023


Lo sostiene in un commento Gianluca Ungari, Head of Portfolio Management Italy di Vontobel, secondo cui non ci saranno tagli dei tassi della Fed l'anno prossimo e i mercati ora non se ne attendono prima del 2024. Anche se l'inflazione sta mostrando i primi segni di arretramento, resta da vedere se si radicherà in una crescita dei salari e degli affitti, di cui sarà, sarà difficile liberarsi. Ed è anche il motivo per cui la severità di Powell si rivolge principalmente alle aspettative sull'inflazione: se consumatori e aziende iniziano a scontare un'inflazione più elevata, la lotta contro l'inflazione sarà una causa persa e numeri sopra l'obiettivo potrebbero diventare la nuova norma.

BCE SU UNA TRAIETTORIA TRABALLANTE


Pertanto, secondo Ungari, rimanere fermi sull'inflazione è essenziale per la Fed per mantenere la credibilità e dimostrare la sua capacità di intaccare l'inflazione guidata dall'offerta. La lotta della BCE contro l'inflazione è invece su una traiettoria traballante. La sua credibilità potrebbe rivelarsi il punto debole dato che Lagarde ha dovuto affrontare le accuse di aver dato priorità alla deframmentazione rispetto alla stabilità dei prezzi quando ha annunciato un programma di acquisto mirato di obbligazioni per evitare la frammentazione finanziaria nella UE.

MA FARA’ UN RIALZO AGGRESSIVO


Anche se la BCE intende eliminare la liquidità in eccesso con altri mezzi, secondo l’esperto di Vontobel non si possono escludere potenziali effetti inflazionistici. Per questo la BCE ha un compito difficile, deve tenere insieme un gruppo piuttosto eterogeneo, sopportando la maggior parte del peso della guerra in Ucraina e gli effetti tossici della dipendenza dal gas russo. Ci si può comunque aspettare un rialzo aggressivo dei tassi di 75 punti base l’8 settembre, una mossa necessaria per contrastare l'impennata dell'inflazione nell'Eurozona. Ma in futuro la capacità della BCE di gestire l'inflazione dipenderà in larga misura dall'agenda politica europea, per cui la traiettoria dell'inflazione europea comporta rischi e incertezze molto maggiori rispetto agli Stati Uniti.

NUOVO PARADIGMA DI MERCATO


Ungari si chiede se sia un nuovo paradigma di mercato. Se per le banche centrali la stabilità dei prezzi è prioritaria rispetto alla crescita, potremmo essere alla soglia di un nuovo contesto con inflazione più elevata e maggiore volatilità. Con l'incertezza che rimane elevata, è probabile che si verifichino ulteriori rally in un mercato ribassista, come quello recente. Per cui, secondo l’esperto di Vontobel, la gestione attiva del rischio nella costruzione del portafoglio dovrebbero essere al centro dell'attenzione degli investitori.

MENO RISCHI SULL’AZIONARIO EUROPEO


A causa della divergenza dei percorsi di politica monetaria, secondo Ungari le azioni europee presentano attualmente maggiori rischi rispetto alle controparti USA, mentre le obbligazioni a più lunga scadenza potrebbero non essere la scelta migliore per la maggiore sensibilità ai tassi d'interesse, con i titoli di Stato a breve dell'Europa core e degli Stati Uniti che possono offrire un certo riparo, poiché i prezzi hanno già ampiamente assorbito i futuri aumenti dei tassi.
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