Le mosse delle banche centrali

La solidità dell’economia USA potrebbe rendere il dollaro ancora più forte

L'inflazione negli Stati Uniti migliora ma l'obiettivo del 2% della Fed sembra lontano mentre l’economia USA è più solida di quella europea: per Steven Bell (Columbia Threadneedle Investments) il rialzo dei tassi americani rimane molto probabile

di Leo Campagna 28 Agosto 2022 10:00
financialounge -  banche centrali Columbia Threadneedle Investments FED Steven Bell
financialounge -  banche centrali Columbia Threadneedle Investments FED Steven Bell

Il rialzo senza soluzione di continuità del prezzo del gas naturale in Europa (in questi giorni ha sfondato la soglia dei 300 euro per megawattora) proietta per quest’inverno una recessione in Europa e nel Regno Unito. Al contrario l'economia statunitense continua a mostrarsi solida. “Tuttavia” fa sapere Steven Bell, Chief Economist EMEA di Columbia Threadneedle Investments “nonostante una serie di buone notizie sull'inflazione negli Stati Uniti, sarà quasi impossibile centrare l'obiettivo del 2% e la Federal Reserve dovrà continuare ad alzare i tassi di interesse fino a quando non riuscirà a provocare una recessione”.

LA SITUAZIONE NEGLI STATI UNITI SI È STABILIZZATA


Rispetto a giugno la situazione negli Stati Uniti si è stabilizzata. La curva dei rendimenti resta invertita (segnale che in passato ha spesso preannunciato una recessione), ma il prezzo della benzina è sceso da 5 a 4 dollari al gallone, le richieste di disoccupazione si sono arrestate su un livello contenuto e la forza della spesa dei consumatori statunitensi ha sorpreso i pessimisti. Resta il fatto che una serie di commenti da falco da parte dei membri della Fed ha dissipato le speranze che la banca centrale USA possa smettere di aumentare i tassi in tempi brevi

FARE I CONTI CON UN PREZZO DEL GAS NATURALE ALLE STELLE


Guardando all’Europa, i consumatori dovranno fare i conti con un prezzo del gas naturale che, al momento, è oltre 8 volte più alto rispetto agli Stati Uniti. L’impatto più significativo nei bilanci delle famiglie si farà sentire dall’autunno. Per esempio, è stato calcolato che la bolletta energetica della famiglia media del Regno Unito, che all’inizio dell'anno si attestava a 1.277 sterline in termini annuali, da ottobre potrebbe salire a circa 3.600 sterline e forse a circa 4.200 sterline il prossimo gennaio: si tratterebbe di un aumento di ben 3.000 sterline in 12 mesi.

GLI SGRAVI STANZIATI DAL GOVERNO DI LONDRA


“Il governo di Londra ha stanziato alcuni sgravi, ma il prossimo premier sarà costretto a prorogarli drasticamente” riferisce Bell. Certo, ammette il manager, le prossime settimane nel Regno Unito dovrebbero essere meno impegnative ma si tratta soltanto di una breve tregua prima della tempesta. “Le modifiche apportate alle soglie dell'assicurazione nazionale e ai sussidi per il costo della vita, forniranno un’importante spinta questo mese ai redditi reali disponibili. Inoltre molti consumatori hanno ancora disponibilità da spendere grazie alla liquidità accumulata e ai debiti ridotti durante la pandemia” sottolinea Bell.

PROSPETTIVE ECONOMICHE MIGLIORI NEGLI STATI UNITI


Resta il fatto che le prospettive economiche sono migliori negli Stati Uniti che in Europa. “Il dollaro si è rafforzato molto da inizio anno ma potrebbe diventare ancora più potente. È vero che anche in Europa e nel Regno Unito i tassi di interesse sono destinati a salire ma gli Stati Uniti devono sicuramente fare da apripista. E gli asset di rischio? Ritengo che l'aumento dei tassi e la recessione non siano sufficienti per un mercato azionario in crescita” conclude il Chief Economist EMEA di Columbia Threadneedle Investments.
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