Asset allocation

Perché puntare adesso su azioni di qualità e value, credito corporate e asset reali

Sono le scelte di portafoglio di Neuberger Berman per capitalizzare quattro importanti trend che riguardano la globalizzazione, le fonti energetiche, le politiche fiscali e monetarie e il ruolo della Cina nell’economia globale

di Leo Campagna 24 Agosto 2022 15:20
financialounge -  asset allocation Erik Knutzen Neuberger Berman
financialounge -  asset allocation Erik Knutzen Neuberger Berman

Nelle ultime settimane la volatilità dei tassi d’interesse è stata elevata, mentre nell’azionario si sono registrate brusche rotazioni tra gli stili value e growth. Sebbene si possa trattare di una situazione di illiquidità che caratterizza di solito i mesi di luglio e agosto, non si può escludere che gli investitori stiano iniziando ad accorgersi di dover affrontare uno scenario senza precedenti storici.

L’ESEMPIO DI QUANTO ACCADUTO IN EUROPA...


A questo proposito si possono approfondire un paio di esempi per ciascuna delle due sponde dell’Atlantico. La scorsa settimana, i rendimenti dei Bund decennali tedeschi sono risaliti sulla scia della nuova impennata dei futures sul gas naturale. “Una dinamica comprensibile se si guarda agli effetti inflazionistici dell’elevato prezzo del gas che, tuttavia, rappresenta anche la principale minaccia di recessione in Europa. Non a caso, in parallelo, c’è stato un nuovo allargamento degli spread dei titoli italiani e degli high yield” fa sapere Erik Knutzen, Chief Investment Officer — Multi-Asset Class di Neuberger Berman.

….E QUELLO NEGLI USA


Negli USA, invece, la settimana precedente i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza sono risaliti all’annuncio di prezzi alla produzione e al consumo minori del previsto. In parallelo i titoli azionari hanno registrato un apparente sell-off in risposta al calo dell’inflazione dei prezzi al consumo. “Gli investitori stanno forse cercando di capire quand’è che i timori sulla crescita prenderanno il posto di quelli sull’inflazione come principale fattore alla base dell’andamento di mercato. Tuttavia, non possiamo non ravvisare un’incertezza più profonda e strutturale” riferisce Knutzen.

DISSOCIAZIONE TRA IL PIL REALE E QUELLO NOMINALE


Il suo riferimento è alla significativa dissociazione tra il PIL reale e quello nominale. “Questa disconnessione – mai vissuta negli ultimi 40 anni caratterizzati da un’inflazione generalmente moderata e stabile - ha possibili implicazioni sia per i titoli azionari che per quelli obbligazionari, specialmente quando si è diretti verso un rallentamento economico” sottolinea il manager di Neuberger Berman. Le recessioni degli ultimi decenni hanno visto un calo degli utili e un sell-off dei mercati azionari, dal momento che una congiuntura non inflazionistica implicava una minore crescita sia del PIL nominale che di quello reale.

C’È LA POSSIBILITÀ CHE I TASSI D’INTERESSE RESTINO ELEVATI


“Se l’attuale contesto dovesse confermarsi, potremmo avere utili aziendali e fondamentali creditizi sostenuti da una maggiore crescita del PIL nominale, nonostante la recessione misurata in termini di PIL reale” argomenta Knutzen. Inoltre, l’inflazione dovrebbe confermarsi relativamente elevata malgrado un significativo rallentamento dell’attività economica reale, con la possibilità che i tassi d’interesse restino elevati anche a fronte di una contrazione del PIL reale.

LA STRATEGIA GIUSTA


“Riteniamo che con un’inflazione persistente, tassi sostenuti e crescita elevata del PIL nominale, la strategia giusta consista nel prediligere azioni di qualità, value e con un alto dividend yield rispetto a quelle growth, il credito corporate rispetto ai titoli di stato e gli asset reali come le materie prime. A parte la preferenza per i titoli di qualità, si tratta di un approccio molto diverso da quello che abbiamo appreso e implementato nel corso delle recessioni negli ultimi 40 anni” dichiara Knutzen.

LA VOLATILITÀ SEMBRA DESTINATA A RIMANERE ELEVATA


Come ribadito da Neuberger Berman già da diverso tempo stiamo attraversando quattro importanti trend che riguardano la globalizzazione, le fonti energetiche, le politiche fiscali e monetarie e il ruolo della Cina nell’economia globale. “In quest’ottica, continuiamo a prediligere portafogli ampiamente diversificati. Il nuovo contesto è sfidante per gli operatori che oscillano tra le strategie con cui sono cresciuti e quelle ancora in via di elaborazione per affrontare questo rallentamento decisamente insolito. Il tutto mentre la volatilità sembra destinata a rimanere elevata” conclude il CIO Multi-Asset Class di Neuberger Berman.
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