Fiducia nella Fed

BlueBay: il reddito fisso torna a generare valore

Mark Dowding, Chief Investment Officer di BlueBay Asset Management, vede interessanti opportunità rispetto al mercato azionario. Cautela sul private equity. Probabile che sia evitata una recessione USA

di Virgilio Chelli 12 Luglio 2022 19:00

financialounge -  BlueBay FED Fixed Income Mark Dowding reddito fisso
Ci si stava arrivando a chiedere se il “reddito fisso” avesse bisogno di un nuovo nome. Nel 2021 si è parlato quasi solo di mercati privati e il reddito fisso sembrava non offrire più “reddito”. Invece è tornato a generare valore. Il 2022 è iniziato con l’High Yield statunitense che rendeva il 4,5% circa, oggi è quasi raddoppiato, e finalmente è tornato ad essere un vero high yield. Mark Dowding, Chief Investment Officer di BlueBay Asset Management, sottolinea che per gli investitori con un orizzonte di medio termine, tra cui dovrebbero esserci molti istituzionali, vi sono interessanti opportunità nel fixed income in contrapposizione all’azionario.

FORTE RECUPERO DEI RENDIMENTI USA


Gli elevati rendimenti USA superiori al 7,5% offrono un certo valore. I tassi di default aumenteranno un po’, ma al momento sono incredibilmente bassi e anche se dovessero raggiungere il 3%, aree come l’High Yield e i mercati emergenti sono in grado di offrire valore se si adotta un’asset allocation a medio termine. Nel breve, secondo Dowding, è più probabile che gli investitori stiano valutando quando aggiungere più rischio ai portafogli. S&P e Nasdaq sono scesi considerevolmente ma sono ancora sostanzialmente sopra i livelli di fine 2019. Se la correzione dovesse protrarsi ancora, potrebbero prevedere che il divario di performance si chiuderà in prossimità dei massimi toccati prima della pandemia.

NON ANCORA IL CASO DI TORNARE IN FORZE AL RISCHIO


Per questo l’esperto di BlueBay AM ritiene che non sia ancora il caso di fare il pieno di asset di rischio e aspettare il momento giusto, che sarà influenzato da quando la traiettoria dell'inflazione punterà di nuovo verso l’obiettivo della Fed. In contrasto con l’ottimismo sul fixed income quotato, Dowding è invece più preoccupato per i mercati privati. Nel private equity molte operazioni inseguono un tasso interno di rendimento molto elevato e un’alta esposizione ai tecnologici, dove le società più piccole, che vengono scambiate in base a multipli dei flussi di cassa e ricavi, stanno subendo i peggiori colpi.

L’OTTIMO LAVORO DELLA FED


Quando queste società avranno bisogno di rifinanziarsi i ribassi comprometteranno alcuni veicoli di private equity. Contrariamente all’opinione di molti negli Stati Uniti, Dowding si dice invece ‘impressionato’ dal lavoro svolto dalla Fed, in grado di mantenere l’economia sui binari, anche se su un percorso un po’ accidentato. La linea della Fed è continuare ad alzare i tassi fino a quando l’indice delle Personal Consumption Expenditures non scenderà sotto il 3%, il che dovrebbe accadere per l’estate dell’anno prossimo.

PROBABILE ATTERRAGGIO MORBIDO


Alla fine la Fed dovrebbe riuscire a contenere i tassi al 3,25%, consentendo a economia e mercati probabilmente un atterraggio piuttosto morbido, risultato considerato da Dowding raggiungibile. Ma se l’inflazione rimarrà più elevata e il mercato del lavoro surriscaldato, il PCE core potrebbe rimanere bloccato al 4%. Ma anche in questo scenario l’esperto di BalueBay AM ha fiducia nella Fed, che utilizzerà tutti gli strumenti a disposizione perché le cose si muovano nella giusta direzione. Nessuno vuole una recessione, ma se ce ne fosse bisogno, è meglio una piccola prima che una grande dopo.

RECESSIONE PIÙ PROBABILE IN EUROPA E CINA


In ogni caso Dowding è piuttosto ottimista sul fatto che gli Stati Uniti eviteranno una vera e propria recessione, grazie soprattutto agli sforzi della Fed. La probabilità di recessione nei prossimi 18 mesi è solo del 30%, nell’Eurozona invece oltre il 50%, mentre nel Regno Unito è già arrivata. Anche la Cina sembra all’esperto di BlueBay sempre più un’economia in recessione, con un mercato immobiliare ancora enormemente sopravvalutato e alcune dinamiche che ricordano quelle degli Stati Uniti nel 2008.

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