Stretta monetaria

Fed all’attacco dell’inflazione, alza di 75 punti: Wall Street in rally ma finisce sotto i massimi

Powell si è mostrato molto determinato e ha perfino ipotizzato un rialzo di un punto pieno se necessario, il mercato ha apprezzato con un rally ma ha chiuso sotto i massimi. Prevede più inflazione e meno crescita

di Stefano Caratelli 15 Giugno 2022 22:24

financialounge -  FED Jerome Powell stretta monetaria Tassi interesse
È essenziale ridurre l’inflazione per mantenere un mercato del lavoro robusto, arriveranno altri rialzi se appropriati, insieme alla cura dimagrante del bilancio della Fed. Il Pil USA è robusto ma rallentano investimenti e immobiliare, mentre l’Inflazione resta ben sopra il target del 2 %, anche la domanda aggregata è forte, mentre la guerra in Ucraina e i lockdown in Cina aumentano le pressioni. Vogliamo riportare inflazione al 2%, e altri rialzi possono essere appropriati. Sono le parole del capo della Fed Jay Powell dopo l’annuncio di un rialzo dei tassi di 75 punti base, il più ampio dal 1994. Mentre parlava i principali indici di Wall Street andavano in rally, a cominciare dal Nasdaq, ma poi hanno chiuso sotto i massimi.

VERSO NUOVI RIALZI


Powell ha parlato di un altro rialzo tra 50 e 75 punti base probabile al prossimo incontro del FOMC, sottolineando che la Fed cercherà di non aggiungere incertezza in una fase già molto incerta, ma ha aggiunto di essere determinato a mantenere le aspettative di inflazione ancorate al 2%, che voglia dire 75 punti base o anche 100, sottolineando la volontà di rimanere comunque “flessibili e agili”. Gli investitori avevano già prezzato un rialzo di 75 punti dopo i dati sull’inflazione USA, giudicando le mosse della Fed in ritardo per contrastarla, anche perché le aspettative sono schizzate al rialzo.

ALZATE LE STIME DI INFLAZIONE


La Fed ha alzato le stime di inflazione per il 2022 al 4,3% mentre per il 2023 vede un tasso core al 2,7% poi in rallentamento al 2,3% nel 2024, ma sempre sopra il target del 2%. Riviste al ribasso anche le stime su PIL e occupazione rispetto a quelle di marzo. In ogni caso, il mercato ha reagito bene, anche se alcuni osservatori sottolineano che la Fed sta "inseguendo" il mercato piuttosto che indicare una direzione. Lo stesso Powell ha ammesso in conferenza stampa di riconoscere che c’è sempre un rischio di andare troppo oltre o di non farlo abbastanza, aggiungendo però che non garantire la stabilità dei prezzi sarebbe il "peggior errore che possiamo fare".

WALL STREET APPREZZA MA FINISCE SOTTO I MASSIMI


Alla fine Wall Street ha apprezzato ma ha chiuso sotto i massimi toccati dopo le comunicazioni della Fed, con l'indice S&P 500 in rialzo di 1,5%, il Dow Jones di poco più dell’uno per cento e il Nasdaq in guadagno del 2,5%, manifestando un’approvazione con riserva delle decisioni della Fed. Molto probabilmente le tensioni sul mercato non sono ancora esaurite.

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