L’aumento dei tassi della Bce e l’
inflazione Usa, superiore alle previsioni a maggio, mandano a picco le Borse globali. Piazza Affari sprofonda in chiusura a -5%, fanalino di coda in Europa, con
Francoforte in flessione del 3%,
Parigi -2,8%. A
Wall Street si intensifica il sell-off, dopo il dato dell’inflazione ai massimi dal 1981.
INFLAZIONE RECORD
Il
Nasdaq è il listino peggiore della Borsa di New York, in calo di oltre il 3,50%. Il
Dow Jones cede il 2,46%, lo
S&P 500 perde il 2,84%. A maggio i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati dell’1% rispetto al mese precedente, un dato superiore alle attese che si fermavano allo 0,7%, dopo il +0,3% di aprile. Il dato “core”, ossia depurato dalla componente dei beni alimentari ed energia, è cresciuto dello 0,6%, come ad aprile, contro attese per un +0,5%.
AI MASSIMI DAL 1981
Il dato generale ha messo a segno un
+8,6%, più dell’8,3% delle attese e del mese precedente: si tratta del valore più alto da 41 anni. I prezzi del
settore alimentare e quelli dell’energetico hanno registrato rispettivamente, su base mensile, un aumento dell’1,2% e del 3,9%. Guardando all’ultimo anno, i
prezzi energetici sono aumentati del 34,6%, quelli degli alimentari del 10,1%.
LA STRETTA MONETARIA
Ieri la Bce ha annunciato un
rialzo dei tassi di 25 punti a luglio, confermando che ci sarà anche a settembre e che potrebbe anche arrivare a
50 punti. Secondo i future sui Fed Funds, che indicano le possibilità che il mercato attribuisce a una mossa di politica monetaria, ci sarà un rialzo di 50 punti base dopo ciascuna delle prossime tre riunioni a giugno, luglio e settembre del
Fomc, il braccio di politica monetaria della
Fed.
BANCHE IN PROFONDO ROSSO
A
Piazza Affari sprofondano le
banche. Il Ftse Mib è arrivato a perdere oltre 5 punti percentuali con un minimo toccato a 22.544 punti. Sin dalla mattina si sono registrate forti vendite sul settore bancario, dopo che ieri la
Bce ha annunciato due rialzi dei tassi a luglio e settembre e ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2023. Tra i titoli più in difficoltà sul listino milanese,
Bper (-12,46%),
Banco Bpm (-11,86%),
UniCredit (-9,20%) e
Fineco (-9,55%). Il biglietto verde si rafforza sull’euro che passa di mano a 1,051 dollari.