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Natixis IM vede segnali di recessione in arrivo

Mabrouk Chetouane e Nicolas Malagardis, Global Market Strategy, di Natixis Investment Managers Solutions analizzano i dati che arrivano dalle principali economie globali: negli Usa preoccupa il mercato del lavoro

di Antonio Cardarelli 26 Maggio 2022 07:55
financialounge -  Mabrouk Chetouane Morning News Natixis Im Solutions Nicolas Malagardis recessione
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Da Europa e Usa arrivano segnali di possibile recessione. A fare il punto su cosa sta accadendo in queste aree economiche sono Mabrouk Chetouane e Nicolas Malagardis, Global Market Strategy, di Natixis Investment Managers Solutions. La conclusione è che queste economie, pur con sintomi diversi, evidenziano una certa sofferenza e inducono a scelte caute.

LA SITUAZIONE IN EUROPA


L'analisi dei due esperti parte dall'Eurozona, dove i primi indicatori disponibili confermano una fase di rallentamento. Le stime preliminari del primo trimestre hanno mostrato una crescita solo dello 0,2%, sostenuta principalmente da Germania e Spagna, mentre l'Italia ha mostrato un segno meno. "Nello stesso periodo - evidenziano Chetouane e Malagardis - l'economia Usa si è contratta ad un tasso annualizzato del -1,4%. Una sottoperformance legata principalmente al commercio estero, in quanto le importazioni di beni e servizi sono aumentate dell'11,7% nel corso del trimestre, probabilmente a causa del rafforzamento del dollaro e della solidità della domanda".

GERMANIA IN FRENATA


Nell'analisi dei due esperti di Natixis IM, la cautela è d'obbligo soprattutto in Europa. In particolare è l'Ifo tedesco, che riflette il sentiment delle imprese, ad essere sceso bruscamente ad aprile. Inoltre, la contrazione di produzione industriale e quella dei beni durevoli hanno sorpreso la maggior parte degli economisti, indicando entrambi una contrazione. "Ciò suggerisce che la principale economia dell'Eurozona probabilmente subirà un rallentamento, o addirittura un'ipotetica recessione, nel corso del secondo trimestre", spiegano Chetouane e Malagardis.

UNO SGUARDO NEGLI USA


Le cose non vanno meglio nel Regno Unito, dove sempre nel mese di aprile la fiducia delle famiglie è crollata a livelli più bassi di quelli registrati durante la crisi pandemica. Tornando poi negli Stati Uniti, i due esperti segnalano un "contesto economico solido" con domanda in ripresa. "Tuttavia, riconosciamo l'esistenza di numerosi ostacoli che potrebbero danneggiare il ciclo economico americano costringendo le famiglie ad attingere ai propri risparmi", spiegano.

IL MERCATO DEL LAVORO USA


Nell'analisi di Chetouane e Malagardis l'aspetto più preoccupante dell'economia statunitense continua a essere il mercato del lavoro. "In questo senso - commentano - sebbene il livello di creazione di posti di lavoro rimanga molto alto rispetto agli standard storici, il tasso di partecipazione al lavoro rimane al di sotto del livello pre-pandemico, poiché le persone non tornano a lavorare. Ciò ha portato ad uno dei mercati del lavoro più rigidi di sempre, l'elevato livello di attività insieme all'attuale carenza di offerta di lavoro si traduce meccanicamente in un numero record di posti di lavoro vacanti".
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