Azionario Usa

Deutsche Bank vede S&P 500 in calo a 3.000 punti prima del rally di fine anno

Secondo Binki Chadha, Us equity anf global strategist di Deutsche Bank, in caso di recessione l'indice principale di Wall Street potrebbe perdere fino al 24% per poi riguadagnare terreno

di Redazione 20 Maggio 2022 12:08
financialounge -  Binki Chadha Deutsche Bank S&P 500 Wall Street
financialounge -  Binki Chadha Deutsche Bank S&P 500 Wall Street

Le cose andranno peggio prima di andare meglio. Si può riassumere così la view di Deutsche Bank sull'andamento, nei prossimi mesi, dell'indice azionario americano S&P 500. Binki Chadha, Us equity anf global strategist di Deutsche Bank, prevede un calo del principale indice di Wall Street del 24% circa, quindi fino a 3.000 punti dagli attuali 3.900, prima di una possibile risalita verso la fine dell'anno a 4.750.

I CONTI DEI BIG DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE


Secondo l'analista di Deutsche Bank, la Federal Reserve ha messo in preventivo il rischio di una recessione. Le recenti trimestrali dei big americani della grande distribuzione, come Walmart e Target, mostrano le difficoltà dei consumatori di fronteggiare l'inflazione. Per questo motivo la Fed ha pianificato una serie di rialzi dei tassi che, sottolinea l'esperto di Deutsche Bank, "nel 73% dei casi hanno portato a una recessione".

RISCHIO RECESSIONE


Tuttavia, lo scenario base di Chadha non è quello di una recessione imminente, anche se l'esperto ha tagliato la sua previsione per l'S&P 500 a fine anno da 5.250 a 4.750 punti. Ma nel caso in cui l'economia Usa, anche non a breve, dovesse finire in recessione, l'esperto di Deutsche Bank vede l'indice principale di Wall Street a quota 3.000 punti.

LE MOSSE DELLA FED


In ogni caso, l'andamento dell'S&P 500 dipenderà da quello dell'economia americana. Al momento la Federal Reserve ha pianificato due rialzi da 50 punti base nei meeting di giugno e luglio per contrastare l'inflazione sui massimi da 40 anni. Janet Yellen, segretario del Tesoro Usa (ed ex presidente proprio della Fed) si è detta fiduciosa sulla possibilità di un "atterraggio morbido" per l'economia Usa.
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