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Generali Investments: debito sovrano dei mercati emergenti sotto pressione

Guillaume Tresca, Senior Emerging Market Strategist di Generali Investments, sottolinea le nuove reti di protezione create dal FMI e altre istituzioni e la minor severità sulla sostenibilità del debito degli emergenti

di Virgilio Chelli 16 Maggio 2022 15:15
financialounge -  Generali Investments Guillaume Tresca mercati emergenti
financialounge -  Generali Investments Guillaume Tresca mercati emergenti

L'inasprimento delle condizioni finanziarie globali innescato dalla Fed e l'ampliamento degli spread sui mercati emergenti stanno mettendo sotto pressione il finanziamento delle economie più fragili. I mercati primari sovrani del debito dei Paesi Emergenti sono stati sostanzialmente fermi da inizio di aprile, con solo 6,9 miliardi di emissioni in dollari USA, il valore più basso dall’aprile 2015. Da inizio anno, l'offerta di emissioni sovrane è scesa di 39 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo del 2021.

NO RISCHIO SISTEMICO, FATTORI POSITIVI


Ma, sottolinea Guillaume Tresca, Senior Emerging Market Strategist di Generali Investments, i Paesi Emergenti dovranno ricorrere al mercato per colmare il loro gap di finanziamento, soprattutto gli emittenti High Yield, ma l'attuale rendimento al 10,95% e il rallentamento della crescita determineranno un incremento nel rapporto medio tra debito/PIL ed il rischio di default. L’esperto di Generali Investments non vede comunque un rischio sistemico e cita anche fattori positivi, come il fatto che il Fondo Monetario e le altre istituzioni internazionali hanno creato nuove reti e strutture di sicurezza, come l'RCF/RCI ed il Common Framework, a seguito della crisi da pandemia.

IRRIPIDIMENTO DELLE CURVE DEI TASSI


Alle ultime riunioni di primavera, inoltre, il FMI ha confermato la volontà di fornire un sostegno rapido ai Mercati Emergenti ed è apparso meno severo sul programma di sostenibilità del debito. Per Tresca si tratta di un cambiamento di paradigma, perché nel breve termine, alleggerirà la pressione finanziaria sulle economie emergenti più deboli, ma nel lungo periodo può portare a una condizione di incertezza e a un problema di sostenibilità del debito. Una delle conseguenze è l'irripidimento delle curve dei rendimenti per gli emergenti più deboli.

LA CORSA DEI PREZZI ALIMENTARI COLPISCE I PIÙ DEBOLI


I Paesi Emergenti più vulnerabili soffrono anche per la corsa dei prezzi agricoli e alimentari che viaggiano ai massimi da 10 anni, come mostra il grafico qui sotto, andando a colpire maggiormente le economie a reddito più basso, dove le voci alimentari pesano molto sul basket di beni usato per misurare l’inflazione. Anche questo punta a maggiori restrizioni delle banche centrali emergenti, a tensioni sociali, e alla necessità di un supporto da parte della spesa pubblica.


Inflazione dei prezzi alimentari ai massimi da 10 anni

VOLATILITÀ ANCORA ELEVATA


Sui principali mercati intanto, sottolinea Generali Investments nel suo Market Spinner la volatilità resta a livelli elevati e i tassi europei e americani hanno finalmente accennato a rientrare, l’azionario europeo ha recuperato qualcosa mentre quello USA continua a soffrire. La percezione del rischio si sta gradualmente spostando sulla recessione dall’inflazione e il sentiment degli investitori resta fragile, con gli spread Investment Grade europei che si allargano e l’euro è ai minimi da 6 anni su dollaro.

INFLAZIONE, BCE E FED


Intanto la presidente della BCE Lagarde ha aperto la strada a un primo rialzo dei tassi per luglio. Il conflitto tra Russia e Ucraina continua a minare le forniture di commodity e ad alimentare l’inflazione, dopo la riduzione delle forniture di gas alla Germania. Negli USA intanto l’inflazione sorprende ancora al rialzo spingendo il capo della Fed Powell ad usare toni ancora più aggressivi sulla necessità di contrastarla.
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